Partiti e fenomeni regionalisti e indipendentisti in Europa. Trasformazioni organizzative, discorsive e ideologiche.

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La Conferenza Annuale della Società Italiana di Scienza Politica (SISP) avrà luogo quest’anno a Torino, dal 6 all’8 settembre. All’interno della Sezione 10 – Studi Regionali e Politiche Locali si celebrerà il panel Partiti e fenomeni regionalisti e indipendentisti in Europa. Trasformazioni organizzative, discorsive e ideologiche (Panel 4).

Chairs: Dr. Adriano Cirulli, Dr. Carlo Pala

Discussant: Prof. Michel Huysseune

Uno dei fenomeni che caratterizzano la realtà sociopolitica dell’Europa odierna è il riacuirsi dei conflitti centro-periferia in diversi Stati del Vecchio Continente. Conflitti che si articolano e sviluppano con modalità, pratiche e contenuti differenziati nei diversi contesti,come emerge da una prima analisi di alcuni dei casi recentemente giunti agli onori della cronaca, come quelli scozzese, còrso o catalano, ma non solo. Un quadro di pluralità e differenziazione degli indipendentismi e secessionismi europei, nelle cosiddette “nazioni senza stato”, che si inserisce all’interno della più generale crisi o ridefinizione del processo di integrazione incarnato dalla UE, che a sua volta pone nuove sfide ed elementi di cambiamento alla già complessa famiglia dei partiti etnoregionalisti.

Il panel intende focalizzare l’attenzione proprio sugli elementi di mutamento e trasformazione dei partiti e dei fenomeni indipendentisti e secessionisti europei contemporanei rispetto a precedenti fasi e configurazioni. In particolare sono benvenuti contributi di taglio teorico o empirico, anche comparativo, volti a descrivere ed analizzare alcuni elementi chiave dell’attuale revival etnoterritoriale, tra cui, ma non esclusivamente:

- Trasformazioni discorsive, strategiche e/o organizzative dei partiti etnoregionalisti in seguito alla diffusione e sviluppo delle opzioni apertamente indipendentiste

- Il rapporto tra le organizzazioni partitiche e le organizzazioni di movimento nell’articolazione delle mobilitazioni indipendentiste

- Le dinamiche e gli esiti delle competizioni elettorali, anche in vista dell’obbiettivo di modificazione dell’assetto di polity finale

- Il cambiamento o il mantenimento del bagaglio ideologico nazionalista/regionalista nei diversi contesti, con analisi di tipo sia etnosimbolista che modernista in chiave esplicativa

- Gli atteggiamenti rispetto lo spazio politico europeo, inteso sia come arena elettorale o ambito di azione strategica per ottenere risorse utili alla campagna regionalista/indipendentista, sia, con prospettiva più generale, in relazione all’idea di integrazione e di identità europea integrata nei discorsi delle organizzazioni politiche etnoterritoriali.

 

Potete inviare le vostre proposte di paper, sotto forma di abstract di massimo 2.500 battute, utilizzando la piattaforma del sito della SISP (http://www.sisp.it/convegno2018/) previa registrazione. I paper potranno essere scritti e discussi in italiano, inglese, francese, spagnolo. I contributi accettati saranno valutati per la pubblicazione nei numeri 13 (2019) e 14 (2019) della rivista “Nazioni e Regioni – Studi e ricerche sulla comunità immaginata” (www.nazionieregioni.it).

Per ulteriori informazioni potete contattare direttamente i coordinatori del panel: Adriano Cirulli (a.cirulli@uninettunouniversity.net), Carlo Pala (carlopala@uniss.it)

 

Annual Conference of the Italian Society for Political Science (SISP)

Torino, 6-8 September 2018

Panel 10.4 Regionalist and pro-independence phenomena in Europe. Organizational, discursive and ideological transformations

Chairs: Dr. Adriano Cirulli and Dr. Carlo Pala

Discussant: Prof. Michel Huysseune

One of the phenomena that characterizes socio-political reality in contemporary Europe is the re-emergence of centre-periphery conflicts in several states of the Old Continent. These conflicts are not limited to the ones that have drawn large media attention, such as the ones in Scotland and Catalonia, and in a lesser measure Corsica. State-of-the art-analyses of these conflicts reveal that they take place and evolve with different modalities, practices and contents in a variety of contexts.

This plural and differentiated nature of contemporary secessionist and pro-independence movements in Europe, in the so-called “nations without states”, should be interpreted within the more general context of crisis and redefinition of the process of European integration, and the new challenges the heterogeneous family of ethno-regionalist parties are facing. This panel proposes to focus on the transformations that pro-independence and secessionist parties and movements are undergoing, compared with previous periods and configurations.

We welcome theoretical or empirical contributions, including comparative ones, that describe and analyse some key features of the present ethno-regional and independentist revival, including:

- Discursive, strategic and/or organizational transformations of ethno-regionalist parties as a consequence of the diffusion of an explicit pro-independence option

- The relations between political parties and social movements in the articulation of pro-independence mobilizations

- The dynamics and outcomes of electoral competitions, including referenda on independence, or on the constitutional status of regions/stateless nations

- The modification or preservation of the nationalist/regionalist ideological framework in various contexts, within an ethno-symbolic and/or modernist explanatory framework

- Attitudes towards the European political space, understood as an institutional space where ethno-regionalist parties and movements may undertake strategic action to promote regionalism/independence, or as electoral arena. In a broader perspective, the way ideas of European integration and European identity are integrated in the political discourse of ethnoterritorial political organizations.

Please submit your paper proposal by 20 May 2018 through the following link: http://www.sisp.it/convegno2018/

Accepted papers can be submitted and discussed in Italian, English, French, Spanish, and will be evaluated for publication on the Italian journal Nazioni e Regioni – Studi e ricerche sulla comunità immaginata (http://www.nazionieregioni.it/)

 

Procedure to submit an abstract (max 2,500 characters):

1. you have to register to MySISP (http://www.sisp.it/register) to create a “private area” for managing all your submissions (registration to MySISP is free and it does not include SISP membership)

2. once you logged in, click on “CONVEGNO 2018”: you’ll be redirected to your private area for the 2018 conference

3. click on “submit a paper/abstract” and fill in the form (select the right section and panel in order to submit your proposal).

Please note that no paper proposal will be accepted after the deadline. Also, note that all conference participants can present up to 2 papers, but not in the same panel.

You can find a brief guide in English on the official SISP webpage: https://www.sisp.it/annual_conference_brief_eng

Do not hesitate to contact the two Panel Chairs for any further clarification and information: Adriano Cirulli (a.cirulli@uninettunouniversity.net), Dr. Carlo Pala (carlopala@uniss.it)

Nazioni senza Stato: di indipendenza, globalizzazione, territori, identità

Giovedì 15 marzo i nostri redattori Adriano Cirulli e Paolo Perri presentano l’esperienza di “Nazioni e Regioni” nel corso del Ciclo di seminari ”Nazioni senza Stato: di indipendenza, territori, globalizzazione, identità”, organizzato da “Fajdda – Unione Giovanile Indipendentista” e “Centro Studi Zabùt” presso il Dipartimento di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università di Palermo.

La partecipazione ai seminari da diritto a 3 CFU.

UniPalermo2018

Nazioni e Regioni, Call for Papers 12 (2018) – [Ita, Eng, Fra]

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[ITA] 

La data entro la quale consegnare i saggi per la sezione “Studi” e i testi per la sezione “Rassegne e Dibattiti” per il n. 12 della rivista “Nazioni e Regioni” (dicembre 2018), è fissata per il 30 giugno 2018 mentre per le “Recensioni” (1.500 parole) la data di consegna sarà il 30 ottobre 2018.

 La redazione prende in considerazione per la sezione “Studi” contributi che analizzino questioni teoriche relative al fenomeno nazionalista e regionalista, indagini sullo stato dell’arte degli studi dedicati a casi specifici, ricerche su aspetti concreti della costruzione nazionale analizzata da diverse prospettive disciplinari e singoli casi di studio. I saggi proposti, di lunghezza non superiore alle 9.000 parole, saranno sottoposti a una procedura di peer review doppia anonima.

La sezione “Rassegne e Dibattiti” è invece uno spazio dedicato alla presentazione di un dibattito in corso (teorico, culturale, politico) e alla critica contestuale di opere di recente pubblicazione ritenute di particolare interesse interpretativo o teorico con l’obiettivo di favorire il dialogo e l’incontro tra idee e opinioni diverse in merito a determinati argomenti, articoli, recensioni, ecc. I contributi di tale sezione, di lunghezza non superiore alle 4.000 parole, saranno sottoposti a valutazione interna da parte della redazione.

“Nazioni e Regioni” si pubblica in italiano. La rivista accetta anche contributi in inglese, spagnolo, francese, russo e catalano la cui traduzione sarà a cura della redazione. I contributi dovranno essere conformi alle norme editoriali della rivista scaricabili in pdf presso il seguente link:

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

 Per ulteriori informazioni potete contattare la Redazione:

nazionieregioni@gmail.com

[ENG]

The deadline for the delivery of the articles for the “Studies” (Studi) section and the texts for the “Reviews and Debates” (Rassegne e Dibattiti) section to be published in the 12 issue of “Nazioni e Regioni” (December 2018) is set on June 30th, 2018. As regards the book reviews (1.500 words), the deadline for their delivery is October 30th, 2018.

The journal accepts contributions that analyze theoretical questions related to nationalism and regionalism, enquiries on the current situation of the study of specific cases, researches on concrete aspects of national construction analyzed from different scientific angles. The submitted articles, whose length must not exceed 9,000 words, will go through an anonymous peer review procedure.

The “Reviews and Debate” section is a space devoted to the presentation of an ongoing debate (whether theoretical, cultural or political), and to the attendant critique of recently published works which are deemed of particular theoretical or interpretive interest, in order to favour the dialogue and the cross-fertilization of different ideas and opinions on specific issues, articles, reviews, etc. The contributions submitted for this section, whose length must not exceed 4,000 words, will go through a procedure of internal evaluation by the editorial staff.

The journal is published in Italian, but it will accept contributions also in English, Spanish, French, Russian, Catalan. The texts will be translated by the editorial staff. The contributions must follow the editorial guidelines of the journal, which are available on the following link

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

For further information, please contact the editorial staff at the address:

nazionieregioni@gmail.com

[FRA]

La date limite pour la livraison des articles pour la section « Etudes » (Studi) et des textes pour la section « Revues et débats » (Rassegne e Dibattiti) à publier dans le 12e numéro de « Nazioni e Regioni » (décembre 2018) est fixée au 30 juin 2018. Pour les comptes-rendus (1.500 mots) la date limite est fixée au 30 octobre 2018.

On accepte des contributions qui analysent des questions théoriques relatives au phénomène nationaliste et régionaliste, des états de la recherche ajournées sur les études des cas spécifiques, des recherches sur des aspect concrets de la construction nationale, analysés de différentes perspectives disciplinaires. Les articles proposés, dont la longueur ne devra pas excéder les 9000 mots, seront soumis à un processus de double évaluation anonyme.

La section « Revues et débats » est un espace réservé à la présentation d’un débat en cours (soit-il théorique, culturel ou politique) et à la critique contextuelle d’œuvres récemment publiées et considérées particulièrement intéressantes du point de vue de la théorie ou de l’interprétation, afin de favoriser le dialogue et la rencontre d’idées et opinions différentes par rapport à certains arguments, articles, comptes-rendus, etc. Les contributions à cette section, dont la longueur ne devra pas excéder les 4000 mots, seront soumises à une évaluation par la rédaction.

La revue est publiée en italien, mais on accepte aussi des contributions en anglais, espagnol, français, russe, catalan. Les articles acceptés seront traduits en italien par les rédacteurs. Les contributions devront respecter les normes éditoriales de la revue, qu’on pourra trouver ici

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

Pour tout autre information, contactez la rédaction à l’adresse

e-mail:

nazionieregioni@gmail.com

Online il numero 10/2017 di “Nazioni e Regioni”

NeRe-la une-6-2015

Disponibile on line il numero 10 (2017) di Nazioni e Regioni. Anche in questa nuova uscita quattro studi, un testo, due rassegne e cinque recensioni.

Agli “Studi” di Gennadi Kneper (Tra Risorgimento e rivoluzione sociale: Bakunin e il movimento nazionaldemocratico in Italia, 1864-1867), Dominique Poulot (Dal patrimonio etnologico al patrimonio culturale immateriale in Francia: tra territori di progetto e hors-sol, la ricomposizione del «potere periferico»), Julio Prada Rodríguez (Tecnocrazia e regionalismo nella Galizia del tardo-franchismo) e Jelle Versieren (Antoon Roosens e lo sviluppo del regionalismo e del nazionalismo di sinistra nelle Fiandre del dopoguerra: un itinerario politico e intellettuale, 1958-2003) e le “Rassegne e Dibattiti” di Michel Huysseune (Note di lettura sulla costituzione delle identità territoriali in Belgio) e Francesca Zantedeschi (Definire il «nazionalismo romantico»: la Encyclopedia of Romantic Nationalism in Europe di Joep Leerssen) si affianca nella sezione “Testi” la traduzione di un inedito in italiano di Michael Billig: Richard Rorty e il nazionalismo: il testo come bandiera per la Pax Americana.

Completano il numero le recensioni dei “Himnos y canciones. Imaginarios colectivos, símbolos e identidades fragmentadas en la España del siglo XX”, “Il presente come storia”, “Il prefetto e i briganti. La Calabria e l’unificazione italiana (1861- 1865)”, “Io sono turco!, Storia e problemi contemporanei” ed “El descubrimiento de España. Mito romántico e identidad nacional”, a cura di Andrea Geniola, Gianluca Scroccu e Margherita Sulas.

Scarica qui il numero: link

On line il numero 9/2017 di “Nazioni e Regioni”

Disponibile on line il numero 9 (2017) di Nazioni e Regioni, il primo con il nuovo editore, Cierre. In questo numero quattro studi, un testo, due rassegne e cinque recensioni.

Agli “Studi” di Xavier Filella (Il catalanismo atipico di Xavier Rubert de Ventós: dall’identità all’indipendenza), Laura Quaranta (Unità nazionale e molteplicità delle identità: un connubio possibile. La prospettiva di Amartya Sen), Xavier María Ramos Diez-Astrain (Verso la nazione socialista tedesca. I discorsi nazionalista e di classe nella DDR) e Didier Rey («Soyez fair-play, acceptez-nous!». Il calcio come rivelatore delle ambigue relazioni tra Corsica e Francia. 1959-1965), e alle ”Rassegne e Dibattiti” di Pierpaolo Di Carlo (Etnicità e multilinguismo: Verso una comprensione dei processi identitari nel Camerun precoloniale) e Stéphane Gerson (La Repubblica Francese e il locale: lo stato dell’arte), si affianca la traduzione di un testo inedito in italiano per la sezione “Testi”: “Linguaggi di nazione. Le «esperienze di nazione» e i processi di nazionalizzazione: proposte per un dibattito” di Ferran Archilés.

Completano il numero le recensioni dei libri ”Politica e politiche dell’autonomia. 50 anni di Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia”, “La voluntad del gudari. Génesis y metástasis de la violencia de ETA”, “The New Russian Nationalism: Imperialism, Ethnicity and Authoritarianism, 2000-15″, “Nacionalisme espanyol i catalanitat. Cap a una revisió de la Renaixença” e “Idee di Sardegna. Autonomisti, sovranisti, indipendentisti oggi”; a cura rispettivamente di Marco Stolfo, Marco Perez, Fabio De Leonardis, Giaime Pala e Gianluca Scroccu.

Il numero è scaricabile QUI

NeRe-la une2-8-2016

Panel su nazionalismi, regionalismi e processi di democratizzazione in Europa ai Cantieri di Storia SISSCO IX.

Nell’ambito dei lavori dei Cantieri di Storia IX della SISSCO (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) ”La storia contemporanea in Italia oggi: ricerche e tendenze”, Presso l’Università di Padova (13-15 settembre 2017) si organizza il Panel ”Nazionalismi, regionalismi e processi di democratizzazione in Europa.  Un approccio comparativo tra Italia, Spagna e Gran Bretagna“.

Con origini e storie molto diverse movimenti e partiti politici autonomisti o nazionalisti hanno avuto un ruolo decisivo nei processi di costruzione e di consolidamento delle democrazie, legittimando nuove classi politiche regionali, raccogliendo, canalizzando e amplificando le istanze provenienti da società locali conflittuali rispetto ad un “centro” rappresentato come ostile per questioni etno-culturali o per ragioni economiche. In particolare, in momenti decisivi come il secondo dopoguerra in Italia, gli anni Trenta o la Transizione alla democrazia (1975-1982) in Spagna o la Scozia di inizio millennio, partiti nazionalisti o autonomisti (incluse  quelle forze politiche di ambito statale con una propria identità regionalista) hanno avuto un ruolo determinante nell’incarnare in maniera efficace le svolte politiche in atto, nell’identificare gli ideali democratici con le  richieste di autogoverno e con la difesa delle identità regionali. Un’identificazione che è stata la base per la costruzione e la legittimazione di istituzioni autonomistiche e per la definizione di sistema partitici condizionati da una dialettica centro-periferia sulla gestione delle risorse o sulla difesa di identità culturali e linguistiche peculiari (o anche per entrambe). In un caso emblematico come quello siciliano questi processi si sono esauriti col tempo, le istituzioni regionali hanno perso ogni relazione con le rivendicazioni e con gli obiettivi che erano stati la base dei processi democratici che avevano portato alla loro creazione. Smarrito il legame con questi, anche le identità politiche regionali, legate comunque a partiti di ambito statale (DC e PCI su tutti), hanno perso ogni significato e sono gradualmente entrate in una crisi oggi più che mai evidente. All’altro estremo vi sono i casi catalano e basco. Qui le identità locali e le istanze di autogoverno hanno assunto un peso decisivo e indiscutibile nei processi di democratizzazione (falliti) degli anni trenta o del dopo Franchismo e i partiti che le hanno interpretate più efficacemente (i partiti nazionalisti) hanno conquistato un crescente consenso, divenendo protagonisti delle scene politiche locali. In quelle realtà il rapporto tra democrazia e identità locali è stato continuamente vivificato da una costante dialettica centro-periferia e da un processo di nazionalizzazione di quelle comunità ancora in atto. Un regionalismo come il valdostano si colloca tra questi estremi mantenendo nel tempo, seppur in forme e con intensità sicuramente diverse rispetto ai casi iberici, una presenza significativa nello scenario politico locale. Un caso a parte è certamente quello scozzese. Un’identità politica relativamente recente che ha assunto in questi ultimi decenni un peso straordinario mettendo in secondo piano il laburismo, che in Scozia ha sempre avuto un tradizionale serbatoio di consensi. Anche in questo caso, però, l’emersione di un nuovo soggetto politico nazionalista può essere ricollegata alla formulazione di una nuova agenda democratica maggiormente sensibile alle istanze di auto-governo nel contesto della crisi globale e delle tensioni legate al processo di integrazione (o disintegrazione) europea. Il panel metterà a confronto questi diversi casi, accomunati da una riflessione sulla costruzione delle democrazie, sul loro funzionamento e sugli esiti di questi processi.

Coordinatore:

Andrea Miccichè, Università “Kore” di Enna, andrea.micciche@unikore.it; andreamicciche@gmail.com

Partecipanti:

Marco Perez, (UNED Madrid), marco.pereztonella@gmail.comAlessandro Celi, (Università della Valle d’Aosta), a.celi@univda.itPaolo Perri  (Università della Calabria), pa.perri@hotmail.itAndrea Geniola (CEFID – Universitat Autònoma de Barcelona), genioland@yahoo.it;

Il Working Paper del Panel è disponibile qui: https://drive.google.com/file/d/0B6AEKhUJCwcdZ2trU1BKZFdMR2M/view

Qui il programma definitivo dei lavori: http://www.sissco.it/articoli/cantieri-di-storia-ix-programma-definitivo/

Abstract:

 

Euskadi: tra autonomismo, diritti forali e autodeterminazione.

La forza del discorso nazionalista in Euskadi e la capacità delle istituzioni basche di rappresentare le istanze identitarie del territorio vanno probabilmente ascritte sia a un quadro partitico sensibilmente diverso da quello spagnolo, sia all’esistenza di una peculiare transizione basca verso la democrazia; non determinata dal consenso costituzionale, ma piuttosto dallo Statuto “autonómico” del 1979. In questo senso si tratterà di percorrere la difficile negoziazione tra Vitoria e Madrid, spiegandone i riflessi internazionali e interni allo Stato spagnolo.

Marco Perez, (UNED Madrid), marco.pereztonella@gmail.com

 

Il regionalismo valdostano dal popolarismo all’impasse

L’intervento verte sulla storia dell’autonomismo valdostano, dal contrasto risorgimentale tra Stato e Chiesa al popolarismo tra le due guerre mondiali, la simpatia per le ideologie di sinistra nel dopoguerra e il contributo alla nascita dei movimenti etno-nazionalisti e separatisti dopo il Sessantotto. Le conclusioni trattano dell’attuale situazione, in cui un’autonomia formale estesa è resa vana dalla legislazione ordinaria dello Stato, e delle conseguenti (mancate) reazioni politiche.

Alessandro Celi, (Università della Valle d’Aosta), a.celi@univda.it

 

Tra indipendenza e social-democrazia: la formula vincente del nazionalismo scozzese

Il nazionalismo scozzese, negli ultimi trent’anni, ha incrementato i consensi elettorali riuscendo a coniugare la richiesta d’indipendenza con un progetto politico autenticamente socialdemocratico. Un modello che ha permesso allo Scottish National Party di erodere il bacino elettorale laburista, e di rilanciare un progetto di una Scozia indipendente e solidale all’interno dell’Unione Europea. Il paper si propone di indagare le ragioni del successo di un nazionalismo inclusivo e progressista ormai in costante crescita.

Paolo Perri  (Università della Calabria), pa.perri@hotmail.it

 

La Sicilia al tempo dell’autonomia (1950-1959)

L’autonomia siciliana è stata l’esito di un processo politico che ha avuto per protagonisti partiti nazionali (DC, PCI, PSI) ed è stato finalizzato ad appianare il divario esistente con il resto del Paese in termini di modernizzazione. Per tutti gli anni cinquanta questa identificazione tra Regione e sviluppo ha attribuito legittimità alla classe politica locale e ha rappresentato una delle forme che ha assunto il nuovo corso democratico per i siciliani. Il paper analizzerà questa vicenda, l’auge dell’autonomismo, proponendo qualche ipotesi sulle ragioni del suo declino.

Andrea Miccichè, Università “Kore” di Enna, andrea.micciche@unikore.it

 

Alcune questioni della nazionalizzazione spagnola di fine Novecento. Il caso catalano tra partecipazione, evoluzione e conflitto

Il paper propone un’interpretazione circa origini e ragioni di fondo che hanno portato di recente il catalanismo dalla partecipazione al conflitto e dall’autonomismo all’indipendentismo, individuandola in una divergente interpretazione della soluzione “autonomica” e degli esiti del suo peculiare processo nazionalizzatore. Per alcune delle forze in campo l’autonomia doveva essere la soluzione definitiva a un problema storico, per altre invece la base di uno scenario evolutivo verso la plurinazionalità e la co/sovranità.

Andrea Geniola (CEFID – Universitat Autònoma de Barcelona), genioland@yahoo.it

Due Panel su Nazioni, nazionalismi e movimenti etnonazionali al XXXI Congresso SISP (2017)

All’interno del XXXI Convegno annuale della Società italiana di Scienza Politica (Sisp) che si terrà presso il Dipartimento di Economica, Società e Politica dell’Università di Urbino dal 14 al 16 settembre 2017 si organizzano due Panel sui temi della nazione, del nazionalismo e dei movimenti etnonazionalisti.

 

Panel 10.1 – Etnoregionalismo e territorio tra crisi dell’UE e riscoperta delle identità sub-nazionali 

(giovedi 14 settembre alle ore 11.15, Aula C7)

Chairs: Adriano Cirulli (a.cirulli@uninettunouniversity.it) e Carlo Pala (carlopala@uniss.it) - Discussant: Michel Huysseune

I fenomeni dell’etnoregionalismo, del nazionalismo e della riattivazione delle identità politico-territoriali sembrano aver acuito la loro presenza in Europa proprio mentre l’UE mostra tutti i segni della sua crisi. Pur non volendo asserire in via preventiva un nesso così stretto tra i due fenomeni, è innegabile però che, in particolare con la Brexit, si possa parlare di “nuovo” protagonismo delle realtà locali, che esse siano le cosiddette “nazioni senza stato” o delle regioni europee che vogliono giocare un ruolo più importante sullo scacchiere continentale. Le richieste indipendentiste crescenti, il ruolo dei partiti in tali regioni e nel complesso della politics europea, l’insorgenza dei populismi statocentrici spesso contrapposti a quelli locali, sono solo alcuni degli ambiti su cui la ricerca non si è ancora sufficientemente indirizzata. Eppure, i casi scozzese e catalano, su tutti, assieme all’istituzionalizzazione dell’indipendentismo còrso, alle “minacce” nordirlandesi di rompere gli accordi del Venerdì Santo, alla nuova riarticolazione del panorama politico basco, paiono dimostrare che i fenomeni sopra descritti non sono solo di portata locale, ma rischiano persino di condurre a crisi l’attuale configurazione degli stati nazionali. In più, occorre ricordare che tali spinte all’indipendenza politica e comunque ad una più forte autonomia sono presenti in più contesti e in diverse gradazioni di intensità in regioni/nazioni molto diverse tra loro: dalla Galizia alla Bretagna, dal Galles alla Sardegna, dalle Fiandre al Sud Tirolo, solo per fare qualche esempio. Forze politiche etnoregionaliste ed attori socioeconomici e culturali territoriali, nella crisi del cleavage capitale-lavoro (o meglio, destra-sinistra) in Europa, tendono a sostituirvi quello centro-periferia. E ovviamente l’UE non appare in tutto questo come ambito “neutro”. Anzi, è uno dei possibili contesti di analisi che occorre sempre più approfondire e analizzare per non correre il rischio di ricondurre solo ad una sfera strettamente locale-territoriale i fenomeni in oggetto; pur tuttavia, occorre partire dai singoli contesti i quali, ancora vivi alla fine della seconda decade del XXI secolo, dimostrano di essere lontani dai fossili con i quali erano stati descritti in passato.

1) Sicilia indipendente: prospettive politiche di un nuovo identitarismo insulare siciliano (Giuseppe Consiglio)

2) Towards a Euro-regional migration governance? Comparing the political debates on refugees and asylum seekers in the European Region Tyrol-South Tyrol-Trentino (Alice Engl e Verena Wisthaler)

3) Nazione e nazionalità nello Stato Plurinazionale della Bolivia (Antonello Canzano)

 

Panel 2.3 – Nazione e nazionalità: prospettive teoriche, empiriche e metodologiche

(giovedi 14 settembre alle ore 9.00 presso l’Aula D2)

Chairs: Irene Bono (Università di Torino, irene.bono@unito.it) ed Enrico Gargiulo (Università del Piemonte Orientale, enrico.gargiulo@uniupo.it)

Negli ultimi decenni si è assistito a un rinnovato interesse per lo studio dei nazionalismi e dei movimenti nazionalisti e per l’analisi delle ripercussioni di tali ideologie e movimenti sulla politica contemporanea. Che cosa si debba intendere per nazione e nazionalità ha riscosso meno attenzione, tanto sul piano teorico quanto su quello empirico. Sul piano teorico, la nazione è considerata un fenomeno auto-evidente: si ha in genere la tendenza a incentrare la riflessione su una serie di fenomeni qualificati come nazionali (come la popolazione, il territorio, la cultura, il mercato del lavoro) senza sentire il bisogno di precisare la portata di tale qualificativo. Sul piano empirico, si assiste a uno slittamento analitico che porta a trascurare l’indagine della nazione come fenomeno e a rifocalizzare l’attenzione sul nazionalismo come ideologia o su movimenti e leader nazionalisti come attori collettivi o individuali.

Eppure, diverse prospettive teoriche – tra cui l’analisi dei sistemi-mondo, gli studi post coloniali, le teorie de-coloniali, la global-history – hanno messo in luce la rilevanza di tali fenomeni, interpretandone criticamente il processo di costruzione storica all’interno di quadri più complessi di quelli comunemente impiegati, senza tuttavia negare rilevanza a questi costrutti. Inoltre, importanti processi sociali, economici e politici – i movimenti migratori e la presenza strutturale di persone di provenienza straniera all’interno dei confini nazionali, il percorso di decolonizzazione e i conseguenti fenomeni di state- e nation-building – hanno evidenziato la necessità di comprendere cosa significhino nazione e nazionalità nel mondo contemporaneo.
Partendo da queste premesse il panel intende porre alcune questioni: attraverso quali processi politici si forma, trasforma, rinnova, produce nazione nel mondo contemporaneo? A quale livello e a partire da quali unità d’analisi è possibile indagare oggi la nazione e la nazionalità? Su quali fonti si possono indagare empiricamente tali fenomeni? Quali prospettive teoriche si aprono quando si rimette la definizione di tali fenomeni al cuore della riflessione politologica?

1) Telling The Story of A Politicized National History: The Field and Habitus making of Israeli Historians (Alon Helled)

2) “La religione dell’albanese è l’albanesità”. I concetti di “nazione”, “nazionalità” e “nazionalismo” in una ricerca empirica sull’identità albanese  (Giorgia Bulli, Erika Cellini, Sheyla Moroni e Silvia Pezzoli)

3) La ri-attivazione degli etnonazionalismi e le trasformazioni degli indipendentismi contemporanei in Europa. Un’analisi multidimensionale (Carlo Pala, Michel Huysseune e Adriano Cirulli)

 

Per maggiori informazioni sul convegno e il programma www.sisp.it

Nazioni e Regioni, Call for Papers 11 (2018) – [Ita, Eng, Fra]

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[ITA] La data entro la quale consegnare i saggi per la sezione “Studi” e i testi per la sezione “Rassegne e Dibattiti” per il n. 11 della rivista “Nazioni e Regioni” (giugno 2018), è fissata per il 31 gennaio 2018 mentre per le “Recensioni” (1.500 parole) la data di consegna sarà il 15 aprile 2018.

La redazione prende in considerazione per la sezione “Studi” contributi che analizzino questioni teoriche relative al fenomeno nazionalista e regionalista, indagini sullo stato dell’arte degli studi dedicati a casi specifici, ricerche su aspetti concreti della costruzione nazionale analizzata da diverse prospettive disciplinari e singoli casi di studio. I contributi dovranno essere originali e non essere già stati pubblicati in altre lingue. I saggi proposti, in formato microsoft word o open office (doc, rtf o odt), non dovranno eccedere le 9.000 parole. Dovranno inoltre essere accompagnati da un breve curriculum vitae dell’autore, da un abstract di 100 parole e da tre a cinque parole chiave. A garanzia della scientificità e solvenza nella selezione dei contributi, i saggi proposti saranno sottoposti a una procedura di peer review doppia anonima.

La sezione “Rassegne e Dibattiti” è invece uno spazio dedicato alla presentazione di un dibattito in corso (teorico, culturale, politico) e alla critica contestuale di opere di recente pubblicazione ritenute di particolare interesse interpretativo o teorico con l’obiettivo di favorire il dialogo e l’incontro tra idee e opinioni diverse in merito a determinati argomenti, articoli, recensioni, ecc. I contributi di tale sezione, di lunghezza non superiore alle 4.000 parole, saranno sottoposti a valutazione interna da parte della redazione.

“Nazioni e Regioni” si pubblica in italiano. La rivista accetta anche contributi in inglese, spagnolo, francese, russo e catalano la cui traduzione sarà a cura della redazione Si prega gli autori di prendere visione delle norme editoriali qui sotto riportate e di non superare i limiti massimi richiesti: http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

I testi ricevuti non conformi alle norme editoriali e/o che superano i limiti fissati non verranno presi in considerazione.

Per ulteriori informazioni potete contattare la Redazione: nazionieregioni@gmail.com

 

[ENG] The deadline for the delivery of the articles for the “Studies” (Studi) section and the texts for the “Reviews and Debates” (Rassegne e Dibattiti) section to be published in the 11 issue of “Nazioni e Regioni” (June 2018) is January 31, 2018. As regards the book reviews (1.500 words), the deadline for their delivery is April 15, 2018.

The journal accepts contributions that analyze theoretical questions related to nationalism and regionalism, enquiries on the current situation of the study of specific cases, researches on concrete aspects of national construction analyzed from different scientific angles. Texts must not have been published previously. The submitted articles, whose length must not exceed 9,000 words, in Microsoft Word or Open Office format (doc, rtf o odt), must include on a separate sheet a short bio of the author and a 100-word abstract; three to five keywords must be indicated. The submitted articles will go through an anonymous peer review procedure.

The “Reviews and Debate” section is a space devoted to the presentation of an ongoing debate (whether theoretical, cultural or political), and to the attendant critique of recently published works which are deemed of particular theoretical or interpretive interest, in order to favour the dialogue and the cross-fertilization of different ideas and opinions on specific issues, articles, reviews, etc. The contributions submitted for this section, whose length must not exceed 4,000 words, will go through a procedure of internal evaluation by the editorial staff.

The journal is published in Italian, but it will accept contributions also in English, Spanish, French, Russian, Catalan. The texts will be translated by the editorial staff. The authors are kindly requested to follow the editorial guidelines below and not to exceed the accepted length; otherwise, their texts will not be taken into consideration for publication. The editorial guidelines of the journal are available on the following link: http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

For further information, please contact the editorial staff at the address: nazionieregioni@gmail.com

 

[FRA] La date limite pour la livraison des articles pour la section « Études » (Studi) et des textes pour la section « Revues et débats » (Rassegne e Dibattiti) à publier dans le 11 numéro de « Nazioni e Regioni » (juin 2018) est fixée au 31 janvier 2018. Pour les comptes-rendus (1.500 mots) la date limite est fixée au 15 avril 2018.

On accepte des contributions qui analysent des questions théoriques relatives au phénomène nationaliste et régionaliste, des états de la recherche ajournées sur les études des cas spécifiques, des recherches sur des aspect concrets de la construction nationale, analysés de différentes perspectives disciplinaires. Les articles proposés, en format Microsoft Word ou Open Office (doc, rtf ou odt), ne devront pas excéder les 9000 mots. Ils doivent être originaux et ne pas avoir été publiés dans une autre langue. Les textes devront être accompagnés d’un court résumé, de trois à cinq mots clé, et d’une courte biographie de l’auteur. Ils seront soumis à un processus de double évaluation anonyme.

La section « Revues et débats » est un espace réservé à la présentation d’un débat en cours (soit-il théorique, culturel ou politique) et à la critique contextuelle d’œuvres récemment publiées et considérées particulièrement intéressantes du point de vue de la théorie ou de l’interprétation, afin de favoriser le dialogue et la rencontre d’idées et opinions différentes par rapport à certains arguments, articles, comptes-rendus, etc. Les contributions à cette section, dont la longueur ne devra pas excéder les 4000 mots, seront soumises à une évaluation par la rédaction.

La revue est publiée en italien, mais on accepte aussi des contributions en anglais, espagnol, français, russe, catalan. Les articles acceptés seront traduits en italien par les rédacteurs. Les auteurs sont priés de respecter les normes éditoriales ci-dessous et de ne pas dépasser l’étendue admise pour les textes: http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

Les textes non conformes aux normes éditoriales et/ou dépassant l’étendue prévue ne seront pas retenus.

Pour tout autre information, contactez la rédaction à l’adresse e-mail: nazionieregioni@gmail.com

Da Caratteri Mobili a Cierre Edizioni. “Nazioni e Regioni” cambia editore

Quando a metà 2011 il progetto di “Nazioni e Regioni. Studi e ricerche sulla comunità immaginata” (N&R) muoveva i suoi primi passi fu fondamentale per la sua realizzazione l’incontro con la giovane casa editrice indipendente “Caratteri Mobili” (CM). Dopo una prima fase di sperimentazione e progettazione, socializzazione e apprendimento, nel mese di giugno del 2013 usciva finalmente il primo numero di una rivista che oggi ne ha otto all’attivo e un nono in uscita a breve. N&R è oggi la prima e unica rivista di studi nazionali e regionali in Italia e in lingua italiana, con una traiettoria già solida alle spalle e una serie di progetti e nuove sfide future all’orizzonte. Un progetto che ha scommesso sull’open access per un settore di studi tanto importante quanto sottovalutato nel nostro paese.

Oggi a causa di una serie di disavventure che hanno colpito molte editrici indipendenti CM è costretta a cessare le sue attività e ripensare il suo futuro sotto altre forme e modalità. Il cammino fatto assieme da CM e N&R ci pare essere stato degno di nota nel campo degli studi e della ricerca scientifica ma questo cammino arriva oggi ad una stazione di cambio. A partire dal prossimo numero, il 9/2017, N&R si pubblicherà per i tipi della Cierre Edizioni. Anche in questo caso, grazie alla disponibilità dell’editore, N&R continuerà ad essere disponibile in open access sul nostro sito e con la solita cadenza semestrale.

 

Nuovo logo Cierre Edizioni

 

Due Panel su nazionalismo ed etnoregionalismo al convegno annuale della Società Italiana di Scienza Politica (Sisp)

Sono aperte le call for papers per i due panel del Convegno Annuale 2017 della Società Italiana di Scienza Politica (SISP) dedicati ai temi dell’etnoregionalismo, dell’idea di nazione e del nazionalismo (sotto le call specifiche per i due panel). Le proposte di paper (abstract di massimo 2500 caratteri, spazi inclusi), possono essere inviate, entro e non oltre le ore 23.59 (CET) del 29 maggio 2017, esclusivamente per via telematica dopo essersi registrati alla piattaforma MySisp all’interno del sito della SISP (Per maggiori dettagli sulla procedura di registrazione e di invio delle proposte seguire questo link: https://www.sisp.it/convegno). I paper accettati nei due panel saranno presi in considerazione per l’eventuale pubblicazione sulla rivista Nazioni e Regioni – Studi e ricerche sulla comunità immaginata (www.nazionieregioni.it). Per eventuali richieste di informazioni per ciascuno dei due panel si possono contattare i rispettivi chair.

Panel 10.1 – Etnoregionalismo e territorio tra crisi dell’UE e riscoperta delle identità sub-nazionali

Chairs: Adriano Cirulli (a.cirulli@uninettunouniversity.it) e Carlo Pala (carlopala@uniss.it) - Discussant: Michel Huysseune

I fenomeni dell’etnoregionalismo, del nazionalismo e della riattivazione delle identità politico-territoriali sembrano aver acuito la loro presenza in Europa proprio mentre l’UE mostra tutti i segni della sua crisi. Pur non volendo asserire in via preventiva un nesso così stretto tra i due fenomeni, è innegabile però che, in particolare con la Brexit, si possa parlare di “nuovo” protagonismo delle realtà locali, che esse siano le cosiddette “nazioni senza stato” o delle regioni europee che vogliono giocare un ruolo più importante sullo scacchiere continentale. Le richieste indipendentiste crescenti, il ruolo dei partiti in tali regioni e nel complesso della politics europea, l’insorgenza dei populismi statocentrici spesso contrapposti a quelli locali, sono solo alcuni degli ambiti su cui la ricerca non si è ancora sufficientemente indirizzata. Eppure, i casi scozzese e catalano, su tutti, assieme all’istituzionalizzazione dell’indipendentismo còrso, alle “minacce” nordirlandesi di rompere gli accordi del Venerdì Santo, alla nuova riarticolazione del panorama politico basco, paiono dimostrare che i fenomeni sopra descritti non sono solo di portata locale, ma rischiano persino di condurre a crisi l’attuale configurazione degli stati nazionali. In più, occorre ricordare che tali spinte all’indipendenza politica e comunque ad una più forte autonomia sono presenti in più contesti e in diverse gradazioni di intensità in regioni/nazioni molto diverse tra loro: dalla Galizia alla Bretagna, dal Galles alla Sardegna, dalle Fiandre al Sud Tirolo, solo per fare qualche esempio. Forze politiche etnoregionaliste ed attori socioeconomici e culturali territoriali, nella crisi del cleavage capitale-lavoro (o meglio, destra-sinistra) in Europa, tendono a sostituirvi quello centro-periferia. E ovviamente l’UE non appare in tutto questo come ambito “neutro”. Anzi, è uno dei possibili contesti di analisi che occorre sempre più approfondire e analizzare per non correre il rischio di ricondurre solo ad una sfera strettamente locale-territoriale i fenomeni in oggetto; pur tuttavia, occorre partire dai singoli contesti i quali, ancora vivi alla fine della seconda decade del XXI secolo, dimostrano di essere lontani dai fossili con i quali erano stati descritti in passato.

Il panel cerca dunque di misurarsi su queste tematiche, tentando di ricollocare i fenomeni etnoregionalisti ed indipendentisti in senso lato nel preciso contesto continentale europeo, anche extra-UE. Saranno benvenuti paper che studino uno o più di questi aspetti come single case study o in prospettiva comparata e a partire dalle più diverse metodologie di analisi. In particolare, studi su come i partiti e i movimenti etnoregionalisti incrementino la polarizzazione centro-periferia in Europa; come gli stessi vedano, anche dopo la Brexit, l’UE; analisi sull’attuale articolazione delle identità sub statali nelle cosiddette “nazioni senza stato”. È possibile inviare e discutere i paper accettati in italiano, inglese, francese e spagnolo.

 

Panel 2.3 – Nazione e nazionalità: prospettive teoriche, empiriche e metodologiche

Chairs: Irene Bono (Università di Torino, irene.bono@unito.it) ed Enrico Gargiulo (Università del Piemonte Orientale, enrico.gargiulo@uniupo.it)

Negli ultimi decenni si è assistito a un rinnovato interesse per lo studio dei nazionalismi e dei movimenti nazionalisti e per l’analisi delle ripercussioni di tali ideologie e movimenti sulla politica contemporanea. Che cosa si debba intendere per nazione e nazionalità ha riscosso meno attenzione, tanto sul piano teorico quanto su quello empirico. Sul piano teorico, la nazione è considerata un fenomeno auto-evidente: si ha in genere la tendenza a incentrare la riflessione su una serie di fenomeni qualificati come nazionali (come la popolazione, il territorio, la cultura, il mercato del lavoro) senza sentire il bisogno di precisare la portata di tale qualificativo. Sul piano empirico, si assiste a uno slittamento analitico che porta a trascurare l’indagine della nazione come fenomeno e a rifocalizzare l’attenzione sul nazionalismo come ideologia o su movimenti e leader nazionalisti come attori collettivi o individuali.

Eppure, diverse prospettive teoriche – tra cui l’analisi dei sistemi-mondo, gli studi post coloniali, le teorie de-coloniali, la global-history – hanno messo in luce la rilevanza di tali fenomeni, interpretandone criticamente il processo di costruzione storica all’interno di quadri più complessi di quelli comunemente impiegati, senza tuttavia negare rilevanza a questi costrutti. Inoltre, importanti processi sociali, economici e politici – i movimenti migratori e la presenza strutturale di persone di provenienza straniera all’interno dei confini nazionali, il percorso di decolonizzazione e i conseguenti fenomeni di state- e nation-building – hanno evidenziato la necessità di comprendere cosa significhino nazione e nazionalità nel mondo contemporaneo.
Partendo da queste premesse il panel intende porre alcune questioni: attraverso quali processi politici si forma, trasforma, rinnova, produce nazione nel mondo contemporaneo? A quale livello e a partire da quali unità d’analisi è possibile indagare oggi la nazione e la nazionalità? Su quali fonti si possono indagare empiricamente tali fenomeni? Quali prospettive teoriche si aprono quando si rimette la definizione di tali fenomeni al cuore della riflessione politologica?
Il panel vuole stimolare una riflessione su tali temi con particolare – ma non esclusivo – riferimento ad alcuni ambiti e aree tematiche:

• nazione e appartenenza nazionale

• nazione e partecipazione politica

• nazione e solidarietà sociale

• nazione e conflitto

• nazione e diseguaglianza

I contributi potranno essere inviati in italiano, inglese e francese.

 

Call for Papers: 2 Panels on nationalism and ethnoregionalism for the Annual Conference of the Italian Society for Political Science (SISP) – Urbino 14-16 September 2017

There will be two panels on ethnoregionalism, nation and nationalism during the 2017 Annual Conference of the Italian Society for Political Science (SISP), to be held in rbino the next September (please find below the detailed calls for both panels). Paper proposals (abstract of max 2,500 characters, including spaces), should be sent by May 29, 2017 (23:59 CET) only through the on-line platform MySisp (detailed info in English on how to submit a paper proposal, as well as on the Conference in general, are provided at the following link: https://www.sisp.it/annual_conference_brief_eng). Accepted papers for both panels will be considered for publication on the Italian Journal Nazioni e Regioni – Studi e ricerche sulla comunità immaginata (www.nazionieregioni.it). For any quest on the two calls please get in touch with the related chairs (contact details provided below).

Panel 10.1 – Ethnoregionalism and territory between crisis of the EU and the rediscovery of sub-national identity

Chairs: Adriano Cirulli (a.cirulli@uninettunouniversity.it) and Carlo Pala (carlopala@uniss.it) - Discussant: Michel Huysseune

Ethnoregionalism, nationalism and political-territorial identities seem to be reinforcing their presence in Europe at the very moment that the EU finds itself in a deep crisis. Without claiming a causal link between these two phenomena, especially with the Brexit a “new” protagonism of local realities, whether so-called “nations without state” or European regions, is bent on playing a more important role in continental politics. The increase of claims for independence, the growing role of pro-independence parties in those regions and in European politics, the emergence of state-centric populisms often opposed to local movements, are only some issues that have not been sufficiently researched. The Scottish and Catalan case, the institutionalization of the Corsican pro-independence movement, the Northern Irish “threats” to break the Good Friday Agreements, the new configuration of the Basque political panorama, all demonstrate that, beyond their local significance, these phenomena also may put into crisis the present configuration of nation-states. Such drives towards political independence or at least for a stronger autonomy, are also present in other contexts with varying intensity: from Galicia to Brittany, from Wales to Sardinia and South Tyrol, to provide just few examples. Because of the mobilization of ethnoregionalist parties and socioeconomic and cultural forces, the centre-periphery cleavage tends to substitute the capital-labour one (or rather, the right-left one) in Europe, although the latter cleavage sometimes does reappear within ethnoregionalist movements themselves. The EU, in this context, is obviously not a “neutral” environment. It represents one of the contexts that need to be analysed in depth to contextualize these phenomena beyond a strictly local-territorial sphere. For understanding them, research nevertheless needs to start from these local contexts, since also in the second decade of the 21st century these movements are anything but “the relicts of history” they were frequently considered to be.

This panel therefore intends to confront these themes, by inserting ethnoregionalist and pro-independence phenomena in their continental European context, intended in its broader meaning, that is beyond the borders of the EU. We welcome papers that study one or more of these aspects in a single case study or from a comparative perspective, and with a variety of methodological approaches. We particularly welcome studies on how ethnoregionalist parties and movements increase the centre-periphery polarization in Europe; how these movements perceive the EU with a regard for the impact of Brexit; how the centre-periphery cleavage interacts with other cleavages and in particularly the left-right one; analyses of present articulation of sub-state identities in the so-called “nations without state”. Papers can be submitted and discussed in Italian, English, French or Spanish.

 

Panel 2.3 – Nation and nationality: theoretical, empirical and methodological perspectives

Chairs: Irene Bono (irene.bono@unito.it) and Enrico Gargiulo (enrico.gargiulo@uniupo.it)

The last decades have seen a renewed interest for the study of nationalism and nationalist movements, and for the influence of these phenomena on contemporary politics. What is to be considered as nation and nationality has raised less attention, both theoretically and empirically. On a theoretical level, the nation is considered as a self-evident phenomenon: a variety of phenomena qualified as national – such as population, territory, culture, labour market – generally captures attention without explaining such qualification. On an empirical level, the exploration of the nation as political phenomenon is generally avoided by an analytical shift, which leads to focus instead either on nationalism as ideology or on national movements and leaders as collective or individual actors.

Nonetheless several theoretical perspectives, from post-colonial studies to global history, have contributed to shed light over the relevance of these phenomena. Their social construction has been critically interpreted by adopting more complex frames of analysis than those commonly used. Moreover, what nation and nationality mean in the contemporary world is nowadays challenged by some relevant social, economic and political processes, migratory movements and the structural presence of foreign nationals within the national borders, the processes of decolonization and the consequent phenomena of state and nation-building.

From these starting points, the panel aims to raise some questions: how the nation is formed, transformed, renewed, produced in the contemporary world? At what level of analysis is it possible to investigate the nation and nationality nowadays? Which units of analysis and which sources can be considered in order to investigate such phenomena?

When these phenomena are placed at the core of political analysis, what theoretical perspectives are opened?

Among the thematic areas of interest for addressing these issues, the panel will be particularly (but not exclusively) committed to explore the links between:

  • Nation and national belonging
  • Nation and political participation
  • Nation and social cohesion
  • Nation and conflict
  • Nation and inequality

Contributions are welcome in Italian, English or French.

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