Nazioni e Regioni, Call for Papers 11 (2018) – [Ita, Eng, Fra]

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[ITA] La data entro la quale consegnare i saggi per la sezione “Studi” e i testi per la sezione “Rassegne e Dibattiti” per il n. 11 della rivista “Nazioni e Regioni” (giugno 2018), è fissata per il 31 gennaio 2018 mentre per le “Recensioni” (1.500 parole) la data di consegna sarà il 15 aprile 2018.

La redazione prende in considerazione per la sezione “Studi” contributi che analizzino questioni teoriche relative al fenomeno nazionalista e regionalista, indagini sullo stato dell’arte degli studi dedicati a casi specifici, ricerche su aspetti concreti della costruzione nazionale analizzata da diverse prospettive disciplinari e singoli casi di studio. I contributi dovranno essere originali e non essere già stati pubblicati in altre lingue. I saggi proposti, in formato microsoft word o open office (doc, rtf o odt), non dovranno eccedere le 9.000 parole. Dovranno inoltre essere accompagnati da un breve curriculum vitae dell’autore, da un abstract di 100 parole e da tre a cinque parole chiave. A garanzia della scientificità e solvenza nella selezione dei contributi, i saggi proposti saranno sottoposti a una procedura di peer review doppia anonima.

La sezione “Rassegne e Dibattiti” è invece uno spazio dedicato alla presentazione di un dibattito in corso (teorico, culturale, politico) e alla critica contestuale di opere di recente pubblicazione ritenute di particolare interesse interpretativo o teorico con l’obiettivo di favorire il dialogo e l’incontro tra idee e opinioni diverse in merito a determinati argomenti, articoli, recensioni, ecc. I contributi di tale sezione, di lunghezza non superiore alle 4.000 parole, saranno sottoposti a valutazione interna da parte della redazione.

“Nazioni e Regioni” si pubblica in italiano. La rivista accetta anche contributi in inglese, spagnolo, francese, russo e catalano la cui traduzione sarà a cura della redazione Si prega gli autori di prendere visione delle norme editoriali qui sotto riportate e di non superare i limiti massimi richiesti: http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

I testi ricevuti non conformi alle norme editoriali e/o che superano i limiti fissati non verranno presi in considerazione.

Per ulteriori informazioni potete contattare la Redazione: nazionieregioni@gmail.com

 

[ENG] The deadline for the delivery of the articles for the “Studies” (Studi) section and the texts for the “Reviews and Debates” (Rassegne e Dibattiti) section to be published in the 11 issue of “Nazioni e Regioni” (June 2018) is January 31, 2018. As regards the book reviews (1.500 words), the deadline for their delivery is April 15, 2018.

The journal accepts contributions that analyze theoretical questions related to nationalism and regionalism, enquiries on the current situation of the study of specific cases, researches on concrete aspects of national construction analyzed from different scientific angles. Texts must not have been published previously. The submitted articles, whose length must not exceed 9,000 words, in Microsoft Word or Open Office format (doc, rtf o odt), must include on a separate sheet a short bio of the author and a 100-word abstract; three to five keywords must be indicated. The submitted articles will go through an anonymous peer review procedure.

The “Reviews and Debate” section is a space devoted to the presentation of an ongoing debate (whether theoretical, cultural or political), and to the attendant critique of recently published works which are deemed of particular theoretical or interpretive interest, in order to favour the dialogue and the cross-fertilization of different ideas and opinions on specific issues, articles, reviews, etc. The contributions submitted for this section, whose length must not exceed 4,000 words, will go through a procedure of internal evaluation by the editorial staff.

The journal is published in Italian, but it will accept contributions also in English, Spanish, French, Russian, Catalan. The texts will be translated by the editorial staff. The authors are kindly requested to follow the editorial guidelines below and not to exceed the accepted length; otherwise, their texts will not be taken into consideration for publication. The editorial guidelines of the journal are available on the following link: http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

For further information, please contact the editorial staff at the address: nazionieregioni@gmail.com

 

[FRA] La date limite pour la livraison des articles pour la section « Études » (Studi) et des textes pour la section « Revues et débats » (Rassegne e Dibattiti) à publier dans le 11 numéro de « Nazioni e Regioni » (juin 2018) est fixée au 31 janvier 2018. Pour les comptes-rendus (1.500 mots) la date limite est fixée au 15 avril 2018.

On accepte des contributions qui analysent des questions théoriques relatives au phénomène nationaliste et régionaliste, des états de la recherche ajournées sur les études des cas spécifiques, des recherches sur des aspect concrets de la construction nationale, analysés de différentes perspectives disciplinaires. Les articles proposés, en format Microsoft Word ou Open Office (doc, rtf ou odt), ne devront pas excéder les 9000 mots. Ils doivent être originaux et ne pas avoir été publiés dans une autre langue. Les textes devront être accompagnés d’un court résumé, de trois à cinq mots clé, et d’une courte biographie de l’auteur. Ils seront soumis à un processus de double évaluation anonyme.

La section « Revues et débats » est un espace réservé à la présentation d’un débat en cours (soit-il théorique, culturel ou politique) et à la critique contextuelle d’œuvres récemment publiées et considérées particulièrement intéressantes du point de vue de la théorie ou de l’interprétation, afin de favoriser le dialogue et la rencontre d’idées et opinions différentes par rapport à certains arguments, articles, comptes-rendus, etc. Les contributions à cette section, dont la longueur ne devra pas excéder les 4000 mots, seront soumises à une évaluation par la rédaction.

La revue est publiée en italien, mais on accepte aussi des contributions en anglais, espagnol, français, russe, catalan. Les articles acceptés seront traduits en italien par les rédacteurs. Les auteurs sont priés de respecter les normes éditoriales ci-dessous et de ne pas dépasser l’étendue admise pour les textes: http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

Les textes non conformes aux normes éditoriales et/ou dépassant l’étendue prévue ne seront pas retenus.

Pour tout autre information, contactez la rédaction à l’adresse e-mail: nazionieregioni@gmail.com

Da Caratteri Mobili a Cierre Edizioni. “Nazioni e Regioni” cambia editore

Quando a metà 2011 il progetto di “Nazioni e Regioni. Studi e ricerche sulla comunità immaginata” (N&R) muoveva i suoi primi passi fu fondamentale per la sua realizzazione l’incontro con la giovane casa editrice indipendente “Caratteri Mobili” (CM). Dopo una prima fase di sperimentazione e progettazione, socializzazione e apprendimento, nel mese di giugno del 2013 usciva finalmente il primo numero di una rivista che oggi ne ha otto all’attivo e un nono in uscita a breve. N&R è oggi la prima e unica rivista di studi nazionali e regionali in Italia e in lingua italiana, con una traiettoria già solida alle spalle e una serie di progetti e nuove sfide future all’orizzonte. Un progetto che ha scommesso sull’open access per un settore di studi tanto importante quanto sottovalutato nel nostro paese.

Oggi a causa di una serie di disavventure che hanno colpito molte editrici indipendenti CM è costretta a cessare le sue attività e ripensare il suo futuro sotto altre forme e modalità. Il cammino fatto assieme da CM e N&R ci pare essere stato degno di nota nel campo degli studi e della ricerca scientifica ma questo cammino arriva oggi ad una stazione di cambio. A partire dal prossimo numero, il 9/2017, N&R si pubblicherà per i tipi della Cierre Edizioni. Anche in questo caso, grazie alla disponibilità dell’editore, N&R continuerà ad essere disponibile in open access sul nostro sito e con la solita cadenza semestrale.

 

Nuovo logo Cierre Edizioni

 

Due Panel su nazionalismo ed etnoregionalismo al convegno annuale della Società Italiana di Scienza Politica (Sisp)

Sono aperte le call for papers per i due panel del Convegno Annuale 2017 della Società Italiana di Scienza Politica (SISP) dedicati ai temi dell’etnoregionalismo, dell’idea di nazione e del nazionalismo (sotto le call specifiche per i due panel). Le proposte di paper (abstract di massimo 2500 caratteri, spazi inclusi), possono essere inviate, entro e non oltre le ore 23.59 (CET) del 29 maggio 2017, esclusivamente per via telematica dopo essersi registrati alla piattaforma MySisp all’interno del sito della SISP (Per maggiori dettagli sulla procedura di registrazione e di invio delle proposte seguire questo link: https://www.sisp.it/convegno). I paper accettati nei due panel saranno presi in considerazione per l’eventuale pubblicazione sulla rivista Nazioni e Regioni – Studi e ricerche sulla comunità immaginata (www.nazionieregioni.it). Per eventuali richieste di informazioni per ciascuno dei due panel si possono contattare i rispettivi chair.

Panel 10.1 – Etnoregionalismo e territorio tra crisi dell’UE e riscoperta delle identità sub-nazionali

Chairs: Adriano Cirulli (a.cirulli@uninettunouniversity.it) e Carlo Pala (carlopala@uniss.it) - Discussant: Michel Huysseune

I fenomeni dell’etnoregionalismo, del nazionalismo e della riattivazione delle identità politico-territoriali sembrano aver acuito la loro presenza in Europa proprio mentre l’UE mostra tutti i segni della sua crisi. Pur non volendo asserire in via preventiva un nesso così stretto tra i due fenomeni, è innegabile però che, in particolare con la Brexit, si possa parlare di “nuovo” protagonismo delle realtà locali, che esse siano le cosiddette “nazioni senza stato” o delle regioni europee che vogliono giocare un ruolo più importante sullo scacchiere continentale. Le richieste indipendentiste crescenti, il ruolo dei partiti in tali regioni e nel complesso della politics europea, l’insorgenza dei populismi statocentrici spesso contrapposti a quelli locali, sono solo alcuni degli ambiti su cui la ricerca non si è ancora sufficientemente indirizzata. Eppure, i casi scozzese e catalano, su tutti, assieme all’istituzionalizzazione dell’indipendentismo còrso, alle “minacce” nordirlandesi di rompere gli accordi del Venerdì Santo, alla nuova riarticolazione del panorama politico basco, paiono dimostrare che i fenomeni sopra descritti non sono solo di portata locale, ma rischiano persino di condurre a crisi l’attuale configurazione degli stati nazionali. In più, occorre ricordare che tali spinte all’indipendenza politica e comunque ad una più forte autonomia sono presenti in più contesti e in diverse gradazioni di intensità in regioni/nazioni molto diverse tra loro: dalla Galizia alla Bretagna, dal Galles alla Sardegna, dalle Fiandre al Sud Tirolo, solo per fare qualche esempio. Forze politiche etnoregionaliste ed attori socioeconomici e culturali territoriali, nella crisi del cleavage capitale-lavoro (o meglio, destra-sinistra) in Europa, tendono a sostituirvi quello centro-periferia. E ovviamente l’UE non appare in tutto questo come ambito “neutro”. Anzi, è uno dei possibili contesti di analisi che occorre sempre più approfondire e analizzare per non correre il rischio di ricondurre solo ad una sfera strettamente locale-territoriale i fenomeni in oggetto; pur tuttavia, occorre partire dai singoli contesti i quali, ancora vivi alla fine della seconda decade del XXI secolo, dimostrano di essere lontani dai fossili con i quali erano stati descritti in passato.

Il panel cerca dunque di misurarsi su queste tematiche, tentando di ricollocare i fenomeni etnoregionalisti ed indipendentisti in senso lato nel preciso contesto continentale europeo, anche extra-UE. Saranno benvenuti paper che studino uno o più di questi aspetti come single case study o in prospettiva comparata e a partire dalle più diverse metodologie di analisi. In particolare, studi su come i partiti e i movimenti etnoregionalisti incrementino la polarizzazione centro-periferia in Europa; come gli stessi vedano, anche dopo la Brexit, l’UE; analisi sull’attuale articolazione delle identità sub statali nelle cosiddette “nazioni senza stato”. È possibile inviare e discutere i paper accettati in italiano, inglese, francese e spagnolo.

 

Panel 2.3 – Nazione e nazionalità: prospettive teoriche, empiriche e metodologiche

Chairs: Irene Bono (Università di Torino, irene.bono@unito.it) ed Enrico Gargiulo (Università del Piemonte Orientale, enrico.gargiulo@uniupo.it)

Negli ultimi decenni si è assistito a un rinnovato interesse per lo studio dei nazionalismi e dei movimenti nazionalisti e per l’analisi delle ripercussioni di tali ideologie e movimenti sulla politica contemporanea. Che cosa si debba intendere per nazione e nazionalità ha riscosso meno attenzione, tanto sul piano teorico quanto su quello empirico. Sul piano teorico, la nazione è considerata un fenomeno auto-evidente: si ha in genere la tendenza a incentrare la riflessione su una serie di fenomeni qualificati come nazionali (come la popolazione, il territorio, la cultura, il mercato del lavoro) senza sentire il bisogno di precisare la portata di tale qualificativo. Sul piano empirico, si assiste a uno slittamento analitico che porta a trascurare l’indagine della nazione come fenomeno e a rifocalizzare l’attenzione sul nazionalismo come ideologia o su movimenti e leader nazionalisti come attori collettivi o individuali.

Eppure, diverse prospettive teoriche – tra cui l’analisi dei sistemi-mondo, gli studi post coloniali, le teorie de-coloniali, la global-history – hanno messo in luce la rilevanza di tali fenomeni, interpretandone criticamente il processo di costruzione storica all’interno di quadri più complessi di quelli comunemente impiegati, senza tuttavia negare rilevanza a questi costrutti. Inoltre, importanti processi sociali, economici e politici – i movimenti migratori e la presenza strutturale di persone di provenienza straniera all’interno dei confini nazionali, il percorso di decolonizzazione e i conseguenti fenomeni di state- e nation-building – hanno evidenziato la necessità di comprendere cosa significhino nazione e nazionalità nel mondo contemporaneo.
Partendo da queste premesse il panel intende porre alcune questioni: attraverso quali processi politici si forma, trasforma, rinnova, produce nazione nel mondo contemporaneo? A quale livello e a partire da quali unità d’analisi è possibile indagare oggi la nazione e la nazionalità? Su quali fonti si possono indagare empiricamente tali fenomeni? Quali prospettive teoriche si aprono quando si rimette la definizione di tali fenomeni al cuore della riflessione politologica?
Il panel vuole stimolare una riflessione su tali temi con particolare – ma non esclusivo – riferimento ad alcuni ambiti e aree tematiche:

• nazione e appartenenza nazionale

• nazione e partecipazione politica

• nazione e solidarietà sociale

• nazione e conflitto

• nazione e diseguaglianza

I contributi potranno essere inviati in italiano, inglese e francese.

 

Call for Papers: 2 Panels on nationalism and ethnoregionalism for the Annual Conference of the Italian Society for Political Science (SISP) – Urbino 14-16 September 2017

There will be two panels on ethnoregionalism, nation and nationalism during the 2017 Annual Conference of the Italian Society for Political Science (SISP), to be held in rbino the next September (please find below the detailed calls for both panels). Paper proposals (abstract of max 2,500 characters, including spaces), should be sent by May 29, 2017 (23:59 CET) only through the on-line platform MySisp (detailed info in English on how to submit a paper proposal, as well as on the Conference in general, are provided at the following link: https://www.sisp.it/annual_conference_brief_eng). Accepted papers for both panels will be considered for publication on the Italian Journal Nazioni e Regioni – Studi e ricerche sulla comunità immaginata (www.nazionieregioni.it). For any quest on the two calls please get in touch with the related chairs (contact details provided below).

Panel 10.1 – Ethnoregionalism and territory between crisis of the EU and the rediscovery of sub-national identity

Chairs: Adriano Cirulli (a.cirulli@uninettunouniversity.it) and Carlo Pala (carlopala@uniss.it) - Discussant: Michel Huysseune

Ethnoregionalism, nationalism and political-territorial identities seem to be reinforcing their presence in Europe at the very moment that the EU finds itself in a deep crisis. Without claiming a causal link between these two phenomena, especially with the Brexit a “new” protagonism of local realities, whether so-called “nations without state” or European regions, is bent on playing a more important role in continental politics. The increase of claims for independence, the growing role of pro-independence parties in those regions and in European politics, the emergence of state-centric populisms often opposed to local movements, are only some issues that have not been sufficiently researched. The Scottish and Catalan case, the institutionalization of the Corsican pro-independence movement, the Northern Irish “threats” to break the Good Friday Agreements, the new configuration of the Basque political panorama, all demonstrate that, beyond their local significance, these phenomena also may put into crisis the present configuration of nation-states. Such drives towards political independence or at least for a stronger autonomy, are also present in other contexts with varying intensity: from Galicia to Brittany, from Wales to Sardinia and South Tyrol, to provide just few examples. Because of the mobilization of ethnoregionalist parties and socioeconomic and cultural forces, the centre-periphery cleavage tends to substitute the capital-labour one (or rather, the right-left one) in Europe, although the latter cleavage sometimes does reappear within ethnoregionalist movements themselves. The EU, in this context, is obviously not a “neutral” environment. It represents one of the contexts that need to be analysed in depth to contextualize these phenomena beyond a strictly local-territorial sphere. For understanding them, research nevertheless needs to start from these local contexts, since also in the second decade of the 21st century these movements are anything but “the relicts of history” they were frequently considered to be.

This panel therefore intends to confront these themes, by inserting ethnoregionalist and pro-independence phenomena in their continental European context, intended in its broader meaning, that is beyond the borders of the EU. We welcome papers that study one or more of these aspects in a single case study or from a comparative perspective, and with a variety of methodological approaches. We particularly welcome studies on how ethnoregionalist parties and movements increase the centre-periphery polarization in Europe; how these movements perceive the EU with a regard for the impact of Brexit; how the centre-periphery cleavage interacts with other cleavages and in particularly the left-right one; analyses of present articulation of sub-state identities in the so-called “nations without state”. Papers can be submitted and discussed in Italian, English, French or Spanish.

 

Panel 2.3 – Nation and nationality: theoretical, empirical and methodological perspectives

Chairs: Irene Bono (irene.bono@unito.it) and Enrico Gargiulo (enrico.gargiulo@uniupo.it)

The last decades have seen a renewed interest for the study of nationalism and nationalist movements, and for the influence of these phenomena on contemporary politics. What is to be considered as nation and nationality has raised less attention, both theoretically and empirically. On a theoretical level, the nation is considered as a self-evident phenomenon: a variety of phenomena qualified as national – such as population, territory, culture, labour market – generally captures attention without explaining such qualification. On an empirical level, the exploration of the nation as political phenomenon is generally avoided by an analytical shift, which leads to focus instead either on nationalism as ideology or on national movements and leaders as collective or individual actors.

Nonetheless several theoretical perspectives, from post-colonial studies to global history, have contributed to shed light over the relevance of these phenomena. Their social construction has been critically interpreted by adopting more complex frames of analysis than those commonly used. Moreover, what nation and nationality mean in the contemporary world is nowadays challenged by some relevant social, economic and political processes, migratory movements and the structural presence of foreign nationals within the national borders, the processes of decolonization and the consequent phenomena of state and nation-building.

From these starting points, the panel aims to raise some questions: how the nation is formed, transformed, renewed, produced in the contemporary world? At what level of analysis is it possible to investigate the nation and nationality nowadays? Which units of analysis and which sources can be considered in order to investigate such phenomena?

When these phenomena are placed at the core of political analysis, what theoretical perspectives are opened?

Among the thematic areas of interest for addressing these issues, the panel will be particularly (but not exclusively) committed to explore the links between:

  • Nation and national belonging
  • Nation and political participation
  • Nation and social cohesion
  • Nation and conflict
  • Nation and inequality

Contributions are welcome in Italian, English or French.

Nazioni e Regioni, Call for papers 10/2017

NeRe-testata

 

[ITA] La data entro la quale consegnare i saggi per la sezione “Studi” e i testi per la sezione “Rassegne e Dibattiti” per il n. 10 della rivista “Nazioni e Regioni” (dicembre 2017), è fissata per il 30 giugno 2017 mentre per le “Recensioni” (1.500 parole) la data di consegna sarà il 30 ottobre 2017.

La redazione prende in considerazione per la sezione “Studi” contributi che analizzino questioni teoriche relative al fenomeno nazionalista e regionalista, indagini sullo stato dell’arte degli studi dedicati a casi specifici, ricerche su aspetti concreti della costruzione nazionale analizzata da diverse prospettive disciplinari e singoli casi di studio. I saggi proposti, di lunghezza non superiore alle 9.000 parole, saranno sottoposti a una procedura di peer review doppia anonima.

La sezione “Rassegne e Dibattiti” è invece uno spazio dedicato alla presentazione di un dibattito in corso (teorico, culturale, politico) e alla critica contestuale di opere di recente pubblicazione ritenute di particolare interesse interpretativo o teorico con l’obiettivo di favorire il dialogo e l’incontro tra idee e opinioni diverse in merito a determinati argomenti, articoli, recensioni, ecc. I contributi di tale sezione, di lunghezza non superiore alle 4.000 parole, saranno sottoposti a valutazione interna da parte della redazione.

“Nazioni e Regioni” si pubblica in italiano. La rivista accetta anche contributi in inglese, spagnolo, francese, russo e catalano la cui traduzione sarà a cura della redazione. I contributi dovranno essere conformi alle norme editoriali della rivista scaricabili in pdf presso il seguente link:

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

Per ulteriori informazioni potete contattare la Redazione: nazionieregioni@gmail.com

 

[ENG] The deadline for the delivery of the articles for the “Studies” (Studi) section and the texts for the “Reviews and Debates” (Rassegne e Dibattiti) section to be published in the 10 issue of “Nazioni e Regioni” (December 2017) is set on June 30th, 2017. As regards the book reviews (1.500 words), the deadline for their delivery is October 30th, 2017.

The journal accepts contributions that analyze theoretical questions related to nationalism and regionalism, enquiries on the current situation of the study of specific cases, researches on concrete aspects of national construction analyzed from different scientific angles. The submitted articles, whose length must not exceed 9,000 words, will go through an anonymous peer review procedure.

The “Reviews and Debate” section is a space devoted to the presentation of an ongoing debate (whether theoretical, cultural or political), and to the attendant critique of recently published works which are deemed of particular theoretical or interpretive interest, in order to favour the dialogue and the cross-fertilization of different ideas and opinions on specific issues, articles, reviews, etc. The

contributions submitted for this section, whose length must not exceed 4,000 words, will go through a procedure of internal evaluation by the editorial staff.

The journal is published in Italian, but it will accept contributions also in English, Spanish, French, Russian, Catalan. The texts will be translated by the editorial staff. The contributions must follow the editorial guidelines of the journal, which are available on the following link:

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

For further information, please contact the editorial staff at the address: nazionieregioni@gmail.com

 

[FRA] La date limite pour la livraison des articles pour la section « Etudes » (Studi) et des textes pour la section « Revues et débats » (Rassegne e Dibattiti) à publier dans le 10e numéro de « Nazioni e Regioni » (décembre 2017) est fixée au 30 juin 2017. Pour les comptes-rendus (1.500 mots) la date limite est fixée au 30 octobre 2017.

On accepte des contributions qui analysent des questions théoriques relatives au phénomène nationaliste et régionaliste, des états de la recherche ajournées sur les études des cas spécifiques, des recherches sur des aspect concrets de la construction nationale, analysés de différentes perspectives disciplinaires. Les articles proposés, dont la longueur ne devra pas excéder les 9000 mots, seront soumis à un processus de double évaluation anonyme.

La section « Revues et débats » est un espace réservé à la présentation d’un débat en cours (soit-il théorique, culturel ou politique) et à la critique contextuelle d’œuvres récemment publiées et considérées particulièrement intéressantes du point de vue de la théorie ou de l’interprétation, afin de favoriser le dialogue et la rencontre d’idées et opinions différentes par rapport à certains arguments, articles, comptes-rendus, etc. Les contributions à cette section, dont la longueur ne devra pas excéder les 4000 mots, seront soumises à une évaluation par la rédaction.

La revue est publiée en italien, mais on accepte aussi des contributions en anglais, espagnol, français, russe, catalan. Les articles acceptés seront traduits en italien par les rédacteurs. Les contributions devront respecter les normes éditoriales de la revue, qu’on pourra trouver ici:

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

Pour tout autre information, contactez la rédaction à l’adresse e-mail: nazionieregioni@gmail.com

On line il numero 8/2016 di “Nazioni e Regioni”

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Con l’uscita del numero 8/2016 , disponibile QUI in open access in versione Pdf, ”Nazioni e Regioni” compie quattro anni di attività presentando una rivista che utilizza oramai in maniera consolidata il sistema di referaggio doppio esterno anonimo. Inoltre a partire da questo numero due nuovi redattori entrano a far parte del progetto: Carlo Pala e Andrea Rinaldi, ricercatori presso le università di Nuoro e Bergen rispettivamente. La nuova sezione “Dialoghi” presenta l’intervista di Andrea Geniola a Borja de Riquer (Il catalanismo e la Catalogna nella Spagna contemporanea. Un dialogo con Borja de Riquer) mentre la già consolidata sezione “Rassegne e Dibattiti” offre due strumenti di riflessione e dibattito a cura di Marco Perez (A 40 anni da Il formaggio e i vermi di Carlo Ginzburg) e Marco Stolfo (Storia e geografia a forma di bandiera. Nazionalismo banale e banalizzazioni nazionaliste). Completano il numero le recensioni dei libri di Jorge Cagiao – Gennaro Ferraiuolo (eds.), El encaje constitucional del derecho a decidir, un enfoque polémico; Sabino Cassese (a cura di), Lezioni sul meridionalismo. Nord e Sud nella storia d’Italia; Santiago De Pablo, La Patria Soñada: Historia del nacionalismo vasco desde sus orígenes hasta la actualidad; Michelangela Di Giacomo – Novella di Nunzio – Annarita Gori – Francesca Zantedeschi (a cura di), Piccole tessere di un grande mosaico. Nuove prospettive dei regional studies; Marta García Carrión, La regió en la pantalla. El cinema i la identitat dels valencians. Il nucleo centrale del numero è rappresentato come sempre dai quattro saggi inediti della sezione “Studi“.

- Maurizio Cocco, Dalle bombe alle lambrette. Leo Longanesi e il lungo viaggio del conservatorismo italiano attraverso l’antifascismo. Il saggio è incentrato sulle figure di Leo Longanesi e di un gruppo di intellettuali conservatori che, nel secondo dopoguerra, si ritrovarono nel settimanale Il Borghese. Tutti partecipi, seppure in diverse forme e misure, del ventennio fascista, all’indomani dell’armistizio trovarono difficoltà a orientarsi nel nuovo orizzonte politico. Questo saggio, utilizzando per la maggior parte fonti primarie quali articoli, diari e memorie, approfondisce i temi della patria, della nazione e della famiglia nel discorso pubblico del conservatorismo italiano negli anni di consolidamento del regime repubblicano. Approfondisce, in un contesto privo di partiti dichiaratamente conservatori, il rapporto fra intellettuali conservatori e DC.This essay focuses on Leo Longanesi and a group of conservative intellectuals who all wrote for Il Borghese after the Second World War. All of them were part of the Italian intellectual life during the ventennio fascista, and, after the regime’s fall, were searching for a new political horizon. This paper is based mainly on primary sources (newspaper articles, diaries, memories) and analyzes the themes of nation, family and homeland in the conservative public discourse. It examines in depth the relationship between the aforementioned intellectuals and the Christian Democratic Party, in a political contest which lacked an openly conservative party.

- Emmanuel Dalle Mulle, “L’Altro positivo”: un’esplorazione della relazione triangolare tra nazionalismi senza Stato, Stati sovrani ed Europa. La letteratura sull’etnicità e il nazionalismo si è prevalentemente concentrata sulla costruzione sociale dell’Io collettivo per opposizione ad uno o più Altri negativi. Attraverso l’analisi dei discorsi di tre partiti nazionalisti d’Europa occidentale dagli anni Ottanta ad oggi, questo saggio dimostra invece come l’Io collettivo possa relazionarsi anche ad (almeno) un soggetto Altro positivo, rappresentato come un’incarnazione delle proprie virtù, un modello da seguire e/o uno standard al quale equipararsi. Il saggio risponde inoltre alla necessità di fornire nuove riflessioni teoriche ed empiriche sulla relazione triangolare tra stati, nazionalismi senza Stato e integrazione Europea sottolineata da Karolewski e Suszycki (2007). The literature on ethnicity and nationalism so far has focused mainly on how the Self is socially constructed by its opposition to one or more negative Others. Through an analysis of the discourse of three Western European nationalist parties since the 1980s, this essay shows how the collective Self may instead be related also to (at least) another subject, a positive Other, represented as the embodiment of one’s virtues, a model to follow and/or a standard to catch up with. The essay answers the need to provide new theoretical and empirical reflections on the triangular relation between states, stateless nationalisms and European integration underlined by Karolewski and Suszycki (2007).

- Alan Le Cloarec, Breiz Atao e il rinnovamento del nazionalismo bretone nel primo dopoguerra. Di tutti i termini legati all’attivismo bretone della prima metà del XX secolo, il nome di Breiz Atao [“Bretagna sempre”] è senza dubbio quello che ha mobilitato di più lo spazio e l’immaginario collettivo. Apparso per la prima volta nel 1919 su una piccola rivista, è diventato nel primo dopoguerra e nella seconda metà del secolo un termine generico che rimanda ai militanti politici bretoni e alle loro idee. Tuttavia lo studio delle differenti organizzazioni che hanno utilizzato questo nome per i loro giornali, così come delle differenti correnti di pensiero politico che si sono espresse nelle sue colonne, invita necessariamente a complicare le analisi su questo tema. Questo titolo rimanda infatti, nel primo dopoguerra, a quattro organizzazioni politiche distinte e tutte con proprie specificità in termini di pensiero politico. Esso fu anche brevemente utilizzato durante la Seconda Guerra Mondiale da militanti bretoni collaborazionisti in polemica con un altro organo nazionalista – anch’esso collaborazionista; ma il nome fu anche utilizzato in maniera sporadica negli anni Cinquanta per delle riviste clandestine, mentre oggigiorno è usato da un sito di estrema destra. Interessarsi alle origini di questo giornale permette di mettere in luce i dibattiti ideologici che hanno accompagnato le evoluzioni di una generazione militante che avrebbe segnato durevolmente la storia di questo movimento, ma i cui primi passi scompaiono spesso nelle analisi riguardanti il seguito del loro percorso. A questo proposito, sarà analizzata la prima grande trasformazione delle idee di Breiz Atao, dal regionalismo al nazionalismo, ampiamente sconosciuta o affrontata solo superficialmente. / Of all the names related to early twentieth-century Breton activism, Breiz Atao [“Brittany Forever”] is doubtless the one which has mobilized the most both the collective imaginary and the public space. Having appeared for the first time in 1919 on a small journal, it became in the post-WWI period a general term to refer to Breton political activists and their ideas. However, a study of the various organizations that used this name for their journals and of the different trends of thought that found expression on its pages urges a more complex analysis of the topic. Such title indeed was related, in the post-WWI period, to four different political organizations, all characterized by their own political thought. The name was also used during WWII by Breton collaborationists to polemize against another nationalist organ which was also a collaborationist one; the name was also sporadically used, though, in the 1950s by some clandestine journals, while today it is used by a far-right website. Looking into the origin of this periodical allows us to shed light on the ideological debates that followed the evolutions of a generation of activists that would mark for long the history if this movement, but whose first steps are often overlooked in the analyses concerning the later course of their political engagement. In this regard, the analysis will focus on the first great transformation of Breiz Atao’s ideas, from regionalism to nationalism, a key moment largely unknown or only superficially dealt with.

- Fermí Rubiralta, Il processo di formazione del separatismo catalano nel primo decennio del XX secolo: l’impatto della repressione e l’emergere delle prime istanze indipendentiste a Santiago di Cuba. L’articolo evidenzia l’importanza di due fattori, finora trascurati, nel processo di formazione dell’indipendentismo catalano agli inizi del secolo scorso: da un lato l’influenza decisiva della repressione sullo sviluppo e la caratterizzazione di questo movimento, soprattutto dopo gli eventi di ¡Cu-cut! del novembre 1905; dall’altro l’importante ruolo di un gruppo di catalani residenti a Cuba nell’apparizione, nell’ottobre del 1906, delle prime e più esplicite rivendicazioni a favore dell’indipendenza della Catalogna. This article focuses on the relevance of two underestimated factors in the formation of the Catalan independence movement of at the beginning of last century: on the one hand the decisive influence of repression on the development and the consequent characterization of this movement, especially after the socalled “events of ¡Cu-cut!” in November 1905; on the other, the role of a group of Catalan residents in Cuba on the appearance, in October 1906, of the first and more explicit claims of independence for Catalonia.

 

NeRe-la une2-8-2016

On line il numero 7/2016 di “Nazioni e Regioni”

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Con l’uscita del numero 7/2016 “Nazioni e Regioni”, disponibile qui in open access in versione Pdf, entra nel suo terzo anno di vita presentando una rivista consolidata che utilizza il sistema di referaggio doppio esterno anonimo. Per celebrarlo ci presentiamo con una nuova veste grafica e, grazie alla collaborazione e disponibilità della “New Left Review”, la sezione “Testi” offre un inedito in italiano di Benedict Anderson, “Nazionalismo occidentale e nazionalismo orientale. Sono davvero diversi?”. Partendo da Taiwan, l’articolo sviluppa una serie di riflessioni sulla storia dei nazionalismi di tipo creolo, ufficiale, linguistico e a lunga distanza in Asia e in Europa, e sulle loro implicazioni per la Cina. Dopo una indagine comparata di vari esempi e modelli di queste varietà di nazionalismi, viene sostenuto che una netta e inequivocabile distinzione tra nazionalismo asiatico ed europeo è priva di qualsivoglia validità scientifica. Nella sezione “Rassegne e Dibattiti” pubblichiamo invece il testo di Katarzyna Stoklosa “Il processo di abbattimento e di ripristino delle frontiere in Europa“.

Grande varietà tematica e disciplinare in questo numero per quanto riguarda la sezione “Studi”:

- Fabio De Leonardis, NAZIONALIZZARE KAZAN’: ARCHITETTURA E NAZIONALISMO TATARO NELLA CAPITALE DEL TATARSTAN (1991-2010). Alla fine degli anni Ottanta in Tatarstan si diffuse e divenne egemonico un discorso politico nazionalista incentrato sulla necessità della riaffermazione culturale della ‘nazione tatara’ e sulla rivendicazione di una maggiore autonomia e sovranità. L’articolo mostra come la leadership repubblicana abbia cercato con successo di appropriarsene selettivamente, onde da un lato dare legittimità alla richiesta di una maggiore autonomia da Mosca, alle nuove istituzioni e al proprio sistema di potere, dall’altro estromettere i nazionalisti più radicali. L’articolo si focalizza in particolare sul ruolo cruciale svolto in questi sviluppi dal rimodellamento del paesaggio urbano e architettonico di Kazan’, e su come la sua conseguente, parziale ‘tatarizzazione’ sia stata il risultato di un compromesso tra le istanze nazionaliste tatare e la necessità di evitare lo scontro con Mosca e con la popolazione ‘etnicamente russa’ della repubblica.

- Marie-Ange Grégory, PROVINCE/DIPARTIMENTI VS. REGIONI: LA CONTROVERSIA SUL LIVELLO INTERMEDIO IN ITALIA E FRANCIA. Le politiche di riduzione della spesa pubblica condotte a partire dalla crisi finanziaria del 2008 hanno funto da fattori scatenanti di tutta una serie di riforme territoriali in Europa. Se il potere regionale è più marcato in Italia che in Francia, la questione della struttura territoriale reticolare si è posta in termini simili. Questo articolo ritorna sugli argomenti della controversia sulla soppressione del livello intermedio (province e dipartimenti) e sulla natura dei blocchi politici che contribuiscono alla sua conservazione (perlomeno come circoscrizione statale).

- Matthias Scantamburlo, PARTITI E AUTODETERMINAZIONE IN SÜDTIROL/ALTO ADIGE: COMPETIZIONE ETNICA E STRATEGIE DEI PARTITI TRA AUTONOMIA E SECESSIONE. Dalla chiusura della vertenza sulla «questione sudtirolese» nel 1992, la politica etnica in Alto Adige/Südtirol ha subìto profondi cambiamenti. Il sistema consociativo, implementato per attenuare tendenze centrifughe, da allora ha iniziato a perdere il proprio equilibrio a causa delle pressioni secessioniste provenienti dall’arena intra-etnica tedesca. Adottando una prospettiva strategica verso l’autodeterminazione, il presente contributo analizza l’evoluzione delle strategie dei partiti etnoregionalisti sudtirolesi sulla dimensione territoriale ed europea della competizione elettorale. In linea con le nuove ricerche sulle strategie dei partiti viene dimostrato che i partiti etnici non solo possiedono le capacità strategiche di assumere posizioni riguardo a diverse dimensioni della competizione, ma anche di riformularle in chiave nuova. Mentre la saliente competizione etnica in Sudtirolo ha portato ad un nuovo frame territoriale, il consenso proeuropeo ha assunto le sembianze di un conflitto posizionale.

- Marta Villaseca-Soler e Javier Contreras-Becerra, EMIGRAZIONE ANDALUSA E NAZIONALISMO: IL PSA IN CATALOGNA (1976-1984). Le origini dell’estinto Partido Andalucista (PA) risalgono al 1965. Negli anni Settanta gli andalusisti promossero l’autogoverno per l’Andalusia ed elaborarono una proposta basata sulle idee di Blas Infante, la teoria della dipendenza, il socialismo autogestionario e il personalismo cristiano. Dopo la costituzione del PSA si estesero in Catalogna in un contesto politico molto complesso. Con l’obiettivo di rappresentare gli interessi degli immigrati andalusi, si presentarono con successo nelle elezioni catalane del 1980.

Il numero si completa con le recensioni dei libri di Robert D. Crews, “Afghan Modern: The History of a Global Nation”; Uxío-Breogán Diéguez Cequiel, “Nacionalismo galego aquén e alén mar. Desarticulación, resistencia e rearticulación (1936-1975)”, Géraldine Galeote, Maria Llombart Huesca e Maitane Ostolaza (eds.), “Emoción e identidad nacional: Cataluña y el País Vasco en perspectiva comparada”, Deborah Paci, “Corsica fatal, Malta baluardo di romanità. L’irredentismo fascista nel mare nostrum (1922-1942)”, Ron Palenski, “The Making of New Zealanders” ed Enric Pujol e Queralt Solé (eds.), “Una memòria compartida. Els llocs de memòria dels catalans del nord i del sud”.

 

NeRe-la une2-7-2016

Nazioni e Regioni, Call for papers 9/2017

La data entro la quale consegnare le rassegne e i saggi per la sezione “Studi” per il n. 9 della rivista “Nazioni e Regioni” (giugno 2017), è fissata per il 31 gennaio 2017 mentre per le sezioni “Rassegne e Dibattito” e “Recensioni” la data di consegna è il 15 aprile 2017.

La redazione prende in considerazione per la sezione “Studi” contributi che analizzino questioni teoriche relative al fenomeno nazionalista e regionalista, indagini sullo stato dell’arte degli studi dedicati a casi specifici, ricerche su aspetti concreti della costruzione nazionale analizzata da diverse prospettive disciplinari e singoli casi di studio.

La sezione “Rassegne e Dibattiti” ospita interventi relativi ai temi trattati nella rivista o d’interesse per questa e rassegne bibliografiche come strumento di dialogo tra studiosi della questione nazionale.

Oltre che in italiano, si accettano contributi in inglese, spagnolo, francese, russo, catalano. I saggi proposti verranno sottoposti a una procedura di peer review anonima e, qualora accettati, verranno tradotti in italiano dalla redazione.

I contributi dovranno essere conformi alle norme editoriali della rivista:

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

info: nazionieregioni@gmail.com

 

The deadline for the delivery of the articles and book files to be published in the “Studies” section of the seventh issue of “Nazioni e Regioni” (June 2017) is the 31 January, 2017. As regards the texts for the “Reviews and debates” and “Bibliographical notes” sections, the deadline for their delivery is 15 April 2017.

The journal accepts contributions that analyze theoretical questions related to nationalism and regionalism, enquiries on the current situation of the study of specific cases, researches on concrete aspects of national construction analyzed from different scientific angles. Apart from Italian, the journal will accept contributions also in English, Spanish, French, Russian, Catalan. The submitted articles will go through an anonymous peer review procedure and, if accepted, will be translated into Italian by the editors.

The contributions must follow the editorial guidelines of the journal:

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

e-mail: nazionieregioni@gmail.com

 

La date limite pour la livraison des articles et des fiches de livres à publier dans la section “Etudes” du sixième numéro de « Nazioni e Regioni » (juin 2017) est fixée au 31 janvier 2017. Pour les textes des sections “Comptes-rendus et débats” et “Notes bibliographiques” la date limite est fixée au 15 avril 2017.

On accepte des contributions qui analysent des questions théoriques relatives au phénomène nationaliste et régionaliste, des états de la recherche ajournées sur les études des cas spécifiques, des recherches sur des aspect concrets de la construction nationale, analysés de différentes perspectives disciplinaires. La revue acceptera des contributions en italien, anglais, espagnol, français, russe, catalan. Les articles proposés seront soumis à une remise en question, et au cas où il seraient acceptés, ils seront par la suite traduits en italien par les éditeurs.

Les contributions devront respecter les normes éditoriales de la revue :

http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

e-mail: nazionieregioni@gmail.com

Nazioni e Regioni, Call for papers 8/2016

NeRe-testata

[ITA]

La data entro la quale consegnare i saggi per la sezione “Studi” e i testi per la sezione “Rassegne e Dibattiti” per il n. 8 della rivista “Nazioni e Regioni” (dicembre 2016), è fissata per il 30 giugno 2016 mentre per le “Recensioni” la data di consegna sarà il 30 ottobre 2016.

La redazione prende in considerazione per la sezione “Studi” contributi che analizzino questioni teoriche relative al fenomeno nazionalista e regionalista, indagini sullo stato dell’arte degli studi dedicati a casi specifici, ricerche su aspetti concreti della costruzione nazionale analizzata da diverse prospettive disciplinari e singoli casi di studio. I saggi proposti, di lunghezza non superiore alle 9.000 parole, saranno sottoposti a una procedura di peer review doppia anonima.

La sezione “Rassegne e Dibattiti” è invece uno spazio dedicato alla presentazione di un dibattito in corso (teorico, culturale, politico) e alla critica contestuale di opere di recente pubblicazione ritenute di particolare interesse interpretativo o teorico con l’obiettivo di favorire il dialogo e l’incontro tra idee e opinioni diverse in merito a determinati argomenti, articoli, recensioni, ecc. I contributi di tale sezione, di lunghezza non superiore alle 4.000 parole, saranno sottoposti a valutazione interna da parte della redazione.

“Nazioni e Regioni” si pubblica in italiano. La rivista accetta anche contributi in inglese, spagnolo, francese, russo e catalano la cui traduzione sarà a cura della redazione. I contributi dovranno essere conformi alle norme editoriali della rivista scaricabili in pdf presso il seguente link: http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278

 Per ulteriori informazioni potete contattare la Redazione: nazionieregioni@gmail.com

[ENG]

The deadline for the delivery of the articles for the “Studies” (Studi) section and the texts for the “Reviews and Debates” (Rassegne e Dibattiti) section to be published in the eighth issue of “Nazioni e Regioni” (December 2016) is set on June 30th, 2016. As regards the book reviews, the deadline for their delivery is October 30th, 2016.

The journal accepts contributions that analyze theoretical questions related to nationalism and regionalism, enquiries on the current situation of the study of specific cases, researches on concrete aspects of national construction analyzed from different scientific angles. The submitted articles, whose length must not exceed 9,000 words, will go through an anonymous peer review procedure.

The “Reviews and Debate” section is a space devoted to the presentation of an ongoing debate (whether theoretical, cultural or political), and to the attendant critique of recently published works which are deemed of particular theoretical or interpretive interest, in order to favour the dialogue and the cross-fertilization of different ideas and opinions on specific issues, articles, reviews, etc. The contributions submitted for this section, whose length must not exceed 4,000 words, will go through a procedure of internal evaluation by the editorial staff.

The journal is published in Italian, but it will accept contributions also in English, Spanish, French, Russian, Catalan. The texts will be translated by the editorial staff. The contributions must follow the editorial guidelines of the journal, which are available on the following link http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278  .

For further information, please contact the editorial staff at the address: nazionieregioni@gmail.com

[FRA]

La date limite pour la livraison des articles pour la section « Etudes » (Studi) et des textes pour la section « Revues et débats » (Rassegne e Dibattiti) à publier dans le huitième numéro de « Nazioni e Regioni » (décembre 2016) est fixée au 30 juin 2016. Pour les comptes-rendus la date limite est fixée au 30 octobre 2016.

On accepte des contributions qui analysent des questions théoriques relatives au phénomène nationaliste et régionaliste, des états de la recherche ajournées sur les études des cas spécifiques, des recherches sur des aspect concrets de la construction nationale, analysés de différentes perspectives disciplinaires. Les articles proposés, dont la longueur ne devra pas excéder les 9000 mots, seront soumis à une remise en question par des pairs anonymes.

La section « Revues et débats » est un espace réservé à la présentation d’un débat en cours (soit-il théorique, culturel ou politique) et à la critique contextuelle d’œuvres récemment publiées et considérées particulièrement intéressantes du point de vue de la théorie ou de l’interprétation, afin de favoriser le dialogue et la rencontre d’idées et opinions différentes par rapport à certains arguments, articles, comptes-rendus, etc. Les contributions à cette section, dont la longueur ne devra pas excéder les 4000 mots, seront soumises à une évaluation par la rédaction.

La revue est publiée en italien, mais on accepte aussi des contributions en anglais, espagnol, français, russe, catalan. Les articles acceptés seront traduits en italien par les rédacteurs. Les contributions devront respecter les normes éditoriales de la revue, qu’on pourra trouver ici http://www.nazionieregioni.it/?page_id=278  .

Pour tout autre information, contactez la rédaction à l’adresse e-mail: nazionieregioni@gmail.com

On line il n. 6/2015 di Nazioni e Regioni

Disponibile on-line in versione PDF il sesto numero di Nazioni e Regioni, la rivista di studi e ricerche sulla comunità immaginata editata da Caratteri Mobili e patrocinata dai Dipartimenti di Scienze Politiche e DISUM dell’Università degli Studi di Bari.

Questo numero era in corso di ultimazione quando abbiamo appreso dell’improvvisa scomparsa di Benedict Anderson, studioso di origine anglo-irlandese e specialista del SudEst asiatico, ma soprattutto autore di Comunità immaginate, saggio che ha aperto una nuova era nello studio dei nazionalismi e che è stato la principale fonte di ispirazione per il lavoro di tutti i membri della redazione di Nazioni e regioni – Studi e ricerche sulla comunità immaginata, tanto da essere citato nel sottotitolo della rivista. Non è esagerato dire che se non fosse stato per gli spazi di ricerca aperti dalle sue intuizioni teoriche molti/e di noi non avrebbero mai intrapreso questo campo di studi. Il suo impegno politico e la sua statura intellettuale sono e saranno sempre per noi un esempio. Alla sua memoria dedichiamo quindi il presente numero.

In questo numero:

Studi

•Alessandro Celi, Una crisi internazionale. L’annessionismo valdostano tra censure, rimozioni e nuove ipotesi di ricerca

•Arnau Gonzàlez i Vilalta, “L’indipendenza è un mezzo, non un fine”. Il consolidamento dell’indipendentismo catalano giovanile di sinistra: la JERC (1994-2015)

•Tudi Kernalegenn, I numeri del regionalismo: oggettivazione, immaginazione e cognizione

•Miguel Ángel del Río Morillas, Acción Regional e López Rodó: il “regionalismo bien entendido” di Alianza Popular (1976-1977)

Testi

•Stefan Berger, Dalle isole inglesi alla storia di quattro nazioni. Una prospettiva comparata sulla storiografia nazionale in Gran Bretagna

Rassegne e Dibattiti

•Jorge Cagiao y Conde, Il futuro politico della Catalogna (a proposito di un recente volume a cura di Laura Cappuccio e Gennaro Ferraiuolo)

Recensioni
Abstracts
Note biografiche sugli autori

link diretto al numero: Nazioni e Regioni 6/2015

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Nazione e nazionalismi. Teorie, interpretazioni, sfide attuali

Call for Papers degli incontri di Monte Ripido.

Perugia, 15-17 settembre 2016

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso i temi della nazione e nel nazionalismo sono stati oggetto, soprattutto nell’area culturale anglosassone, di ricerche storiche e interpretazioni scientifiche particolarmente originali e innovative, che in alcuni casi hanno innescato un ampio dibattito intellettuale. Questa ondata di studi era stata stimolata da un’attualità politica che aveva riproposto – in alcuni casi drammaticamente – l’importanza delle appartenenze o identità di tipo nazionale, dopo che queste ultime erano state considerate residuali o soggette ad un progressivo indebolimento. Come in via di scomparsa, prima che tornasse centrale sulla scena politica internazionale, era considerata la forma politico-istituzionale dello Stato-nazione.

A distanza di vent’anni da quella stagione particolarmente fertile, nazione e nazionalismo – nei loro rapporti con la democrazia e lo Stato – sembrano ancora occupare la scena storica e influenzare la lotta politica. Ma sembra essersi affievolito l’interesse degli studiosi nei loro confronti. Sembra essere venuta meno la capacità di questi ultimi di offrirne interpretazioni innovative o in grado di spiegarne gli sviluppi, le trasformazioni e il ruolo nell’età contemporanea.

Probabilmente è venuto il momento di rimettere mano ad un lavoro critico-analitico su questi temi, che tenga conto di come è andato evolvendosi il quadro storico mondiale. C’è altresì la necessità di rileggere, per sottoporle ad una verifica empirico-concettuale, le letture avanzate, in particolare verso la metà degli anni Ottanta del Novecento, da studiosi quali E. J. Hobsbawm, B. Anderson, A. D. Smith, E. Gellner. Le loro interpretazioni in alcuni casi possono essere considerate “classiche”, ma passati ormai trent’anni e più dalle loro formulazioni originarie può risultare utile offrirne una rilettura o revisione critica. C’è infine bisogno – visto il fiorire negli ultimi anni, in Europa e nel mondo, di partiti e movimenti che si richiamo al sentimento di appartenenza nazionale in polemica con la globalizzazione e i suoi effetti omologanti nonché con il fenomeno europeo (ma non solo) delle grandi migrazioni internazionali – di analizzare in che modo questi due concetti o categorie, nazione e nazionalismo, incidono e si presentano sulla scena storico-politica contemporanea.

Per fare ciò c’è naturalmente bisogno di non perdere il contatto con quella lunga tradizione di studi, riflessioni e ricerche che con i temi della nazione e del nazionalismo si è lungamente misurata traOttocento e Novecento, sviluppando approcci e chiavi di lettura che ancora oggi – purché meditati criticamente – possono risultare di grande utilità analitica. Cercare di spiegare come oggi si possano declinare e interpretare il concetto di nazione e il fenomeno del nazionalismo impone dunque una riflessione su come essi sono stati interpretati e concepiti nel passato da una schiera di dottrinari e studiosi, le cui elaborazioni – per essere a loro volta considerate classiche – non possono per questo essere giudicate superate o meritevoli di un interesse meramente erudito o accademico. Il tema ha certamente una valenza storico-scientifica, ma non se possono trascurare le sue ricadute sul piano dell’attualità politica.

Il convegno, promosso dalla “Rivista di Politica” e da “Storia del pensiero politico”, riprende la formula seminariale e interdisciplinare di quello organizzato a Perugia nell’ottobre 2013 sul tema “Il realismo politico. Figure, teorie, prospettive di ricerca” (i cui Atti sono stati pubblicati dall’editore Rubbettino nel dicembre 2014). Ai partecipanti viene richiesto di presentare – e di sottoporre a discussione – interventi e contributi all’interno delle diverse sezioni sulla base delle quali verranno organizzati i lavori. Ne sono state individuate CINQUE, secondo un ordine che è storico-cronologico e tematico-concettuale.

1. Nazione e nazionalismo nella storia del pensiero politico: autori e correnti Questa sezione è dedicata – in una chiave di storia delle idee – al modo con cui il fenomeno nazionale e il concetto di nazione sono stati letti, in Europa e in America, dal romanticismo, dalla tradizione risorgimentale italiana, dalle diverse correnti ideologiche dell’Ottocento (liberalismo, socialismo, conservatorismo), dal marxismo nelle sue diverse articolazioni ideologiche, dal pensiero d’ispirazione cristiana, dal fascismo e in generale dalla varie culture della destra otto-novecentesca. Non si tratta di presentare riassunti di posizioni e teorie già ampiamente studiate nel corso dei decenni, ma di rivisitare criticamente alcuni dibattiti o dottrine per valutare in che misura possono essere considerati ancora attuali dal punto di vista critico-analitico.

2. La nazione e le scienze sociali In che modo i classici della sociologia e delle scienze umane otto-novecentesche (da Max Weber a Marcel Mauss, da Robert Michels a Edward Carr) hanno affrontato il tema della nazione e del nazionalismo, avviando di fatto lo studio in chiave scientifica di questi fenomeni.

3. Nazione e identità nazionale: il caso storico dell’Italia In che modo l’Italia si è rapportata, nel corso della sua storia più o meno recente, con il tema della nazione. La tradizione degli studi storico-politici e politico-sociali italiani può rappresentare un utile caso di studio per capire come si è sviluppata tra Ottocento e Novecento la questione dell’identità nazionale. In questa sezione si tratta di approfondire criticamente i lavori classici di autori del periodo risorgimentale e di storici del Novecento quali Federico Chabod, Carlo Curcio e Mario Albertini. Si potranno altresì affrontare i diversi modi in cui è stata pensata l’Italia dalle singole culture politiche o da pensatori e dottrinari quali Gioacchino Volpe, Giovanni Gentile, Antonio Gramsci, per arrivare fino ai giorni nostri, con particolare attenzione ai dibattiti in materia che si sono sviluppati soprattutto negli anni Novanta del secolo scorso (come ad esempio quelli stimolati dai lavori di Gian Enrico Rusconi, Ernesto Galli della Loggia, etc.).

4. Teorie contemporanee sulla nazione: una rilettura critica In questa sezione si intende rileggere i contributi teorici elaborati – in particolare negli anni Settanta e Ottanta del Novecento – da autori e studiosi quali E. Hobsbawm, J. Breully, B. Anderson, E. Gellner, Anthony D. Smith, ecc. Si è trattato di una stagione di ricerca particolarmente creativa, che merita – trascorsi trent’anni e più da essa – di essere ripensata criticamente nelle sue risultanze scientifico-intellettuali.

5. Pensare la nazione, oggi In questa sezione conclusiva – di taglio più teorico-propositivo – si vorrebbe sviluppare il tema della nazione e del nazionalismo nel contesto dell’attualità storica, alla luce cioè dei cambiamenti e delle trasformazioni che hanno investito in mondo nel corso dell’ultimo ventennio. I nodi storico-politici e concettuali da affrontare sono quelli relativi al rapporto tra nazione e violenza, nazione e populismo, al diffondersi di una prospettiva cosiddetta post- nazionale (come teorizzata da J. Habermas e U. Beck), alla relazione tra nazione e integrazione europea, alla sfida posta dagli attuali e sempre più prepotenti flussi migratori. Altri possibili argomenti da sviluppare in questa sezione: Nazione senza Stati o Stati senza nazione, lo Stato pluri- o multinazionale, etnicità e nazione, la nazione come formula di legittimazione dei gruppi dirigenti, la nazione dal punto di vista delle relazioni internazionali, il superamento dell’idea di nazione nella logica degli ordinamenti sovranazionali etc.

Il convegno verrà aperto da una prolusione del prof. Pierre Manent (Ècole des Hautes Ètudes en Sciences Sociales) sul tema: “L’idea di nazione e il futuro storico dell’Europa”.

Il Comitato organizzatore: Alessandro Campi (Università di Perugia) Stefano De Luca (Università Suor Orsola Benincasa di Napoli) Francesco Tuccari (Università di Torino)

 

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE:

Chi fosse interessato a partecipare all’evento – coordinato dal prof. Stefano De Luca – può inviare una propria proposta di intervento (sotto forma di abstract) entro e non oltre il 31 gennaio 2016 al seguente indirizzo: stefano.deluca@unisob.na.it (e obbligatoriamente, per conoscenza, a direttore@istitutodipolitica.it).

I contributi presentati al convegno – elaborazioni originali e non riadattamenti di materiali utilizzati o pubblicati altrove – dovranno pervenire allo stesso indirizzo, in vista della loro raccolta in volume, entro e non oltre il 31 marzo 2017.

Tutti i contributi pervenuti saranno sottoposti a peer review. La pubblicazione degli Atti è prevista per il dicembre 2017 per i tipi dell’Editore Rubbettino.

STRUTTURA DEL CONVEGNO

Il convegno si articola in 5 sessioni.

In ognuna di esse sono previsti sei-sette interventi, della durata media di circa 20 (venti) minuti. Alle relazioni segue la discussione. La tendenza è a concentrare al massimo gli interventi (che dunque non potranno essere letti in versione integrale) in modo da favorire la discussione e da dare a tutti i partecipanti la possibilità di presentare i propri lavori, di illustrarli in forma sintetica e di portare all’attenzione dei presenti le proprie tesi e argomentazioni sui singoli temi affrontati.

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