Mario Draghi ed il suo piano per risollevare l’economia dell’Europa: urgenza e concretezza i filoni sui quali lavorare, ma non tutti sono d’accordo
Mario Draghi, ex premier italiano e presidente della Banca centrale europea, è stato incaricato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di stilare un piano che sia in grado di risollevare l’economia europea.
Non è altro che l’atteso rapporto sulla competitività dell’Ue che Draghi ha presentato lunedì. L’ex premier non ha usato mezzi termini e non è stato benevolo: per risollevare l’economia di Bruxelles urge un vero e proprio “cambiamento radicale”. Vediamo in cosa consiste e come sono state accolte le sue proposte.
Mario Draghi nel giorno in cui ha presentato il maxi-report sulla competitività ha sferzato, ancora una volta, delle lance appuntite. Degli “avvertimenti” li aveva già dati a febbraio il presidente della Banca centrale europea chiamando a raccolta i presidenti delle commissioni dell’Europarlamento e chiedendo loro di “fare qualcosa” evitando di dire sempre di no.
Un secondo richiamo c’era stato poi ad aprile, nel corso del summit dell’Europa sociale a La Hulpe, parlando già di un “cambiamento radicale”. Oggi, con un documento di 400 pagine ed un viaggio lungo ed impegnativo, iniziato un anno fa su assegnazione di von der Leyen e con il contributo del team della Commissione europea, dice di nuovo e chiaramente, che è arrivato il tempo di cambiare.
L’economia continentale è ormai stanca e da troppo tempo non cresce più, restando indietro di fronte alle potenze mondiali come Stati Uniti e Cina. È tempo di cambiare ribadisce Draghi, come si legge sull’Ansa “oppure sarà una lenta agonia”.
“Se non riesce a diventare più produttiva – dice Draghi facendo riferimento all’Europa si dovrà – scegliere e ridimensionare alcune, se non tutte, le ambizioni”.
Secondo Mario Draghi per rilanciare l’Europa c’è bisogno di un “doppio piano Marshall” dal valore del 4,7% del Pil continentale. “Senza questi investimenti, il nostro benessere, la nostra società e persino la nostra libertà saranno a rischio”. L’avvertimento è più che chiaro e anche allarmante, Super Mario, come spesso viene chiamato, ha fatto il suo stilando 170 proposte che coinvolgono la governance, le tecnologie la produttività e tanti altri aspetti in un “senso di urgenza e di concretezza”.
Per molti la sua proposta è stata definita già un “nuovo bazooka”. Impossible non notare poi il gelo di Ursula von der Leyen e della Germania che tramite Christian Lindner, il ministro delle Finanze, respinge la proposta, convinti che questa non sia la strada giusta da percorrere.
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