L’assurda richiesta dell’INPS ad un’anziana signora: 9mila euro perché versati inutilmente. A spuntarla in tribunale è però la donna
Il rapporto tra contribuenti e INPS a volte può esser complicato. Ne sa qualcosa una signora di Rimini che si è vista chiedere indietro dall’Istituto ben 9 mila euro, cifra che indebitamente le sarebbe stata versata per la pensione di invalidità secondo l’Istituto di previdenza sociale.
Una richiesta assurda per la donna che su due piedi si è vista crollare il mondo addosso. Con lucidità però si è rivolta alle Acli e grazie alle Lega consumatori il suo caso è stato seguito da un avvocato che, in tribunale, ha fatto valere le ragioni della signora. Vediamo tutto nel dettaglio.
L’anziana signora è stata seguita e accompagnata in questo contenzioso con l’INPS dall’avvocato Emanuele Magnaniche è riuscito a dimostrare come la richiesta dell’Istituto fosse infondata. Proprio lui, infatti, ha raccontato che la richiesta della somma fatta alla signora era inerente al fatto che l’INPS aveva ricalcolato la pensione di invalidità (scopri le cifre per il 2024) spettante alla signora “stabilendo che quanto dato era superiore a quanto avrebbe dovuto percepire”.
Negli ultimi quattro anni l’assegno percepito dalla donna, secondo l’INPS, non era conforme a quanto avrebbe dovuto ricevere superando così i requisiti reddituali. Una situazione emersa da una serie di verifiche effettuate dall’Istituto previdenziale che prontamente ha chiesto alla donna di restituire le somme ricevute in modo indebito.
Una questione che in tribunale è stata dimostrata essere del tutto errata e che ha portato la donna ad avere la meglio nel corso del dibattito legale.
Come l’avvocato Magnani ha spiegato, in sede legale, “è stato dimostrato che da parte della signora non vi è stato alcun dolo. Non si possono configurare situazioni di simulazione o un raggiro del sistema”. In parole spicce è stato l’INPS a compiere un errore e questo non poteva essere un problema da additare alla signora.
Ma c’è anche dell’altro: in richieste di restituzioni come queste l’Istituto può trattenere per legge una somma, ogni mese, sui ratei della pensione per riprendere le somme che gli sono dovute. Nei confronti della signora erano state prelevati già 2 mila euro che alla fine l’Istituto ha dovuto restituire.
Grazie all’intervento della Lega consumatori e alla consulenza dell’avvocato la signora è riuscita a dimostrare di non dovere nessuna somma nei confronti dell’INPS. Un caso questo che però non è isolato secondo Magnani: “Ci stanno arrivando diverse altre segnalazioni di comportamenti simili da parte dell’Istituto. Si tratta di richieste di rimborsirelative a somme date in eccesso negli ultimi tre o quattro anni”. Il consiglio? Farsi seguire per verificare la propria posizione ed evidentemente contestare.
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