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Livorno perde Federico Frusciante: addio al critico che aveva fatto di Videodrome una casa del cinema

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R.D.V.

È morto a 52 anni Federico Frusciante, storico volto di Videodrome e critico cinematografico amatissimo a Livorno e sul web.

Livorno si è fermata nel primo pomeriggio di domenica 15 febbraio. Un malore improvviso, nella sua casa di via San Carlo, ha portato via Federico Frusciante, 52 anni compiuti ad agosto, lasciando nello sconforto la moglie Eleonora, i familiari e una città che in lui non vedeva soltanto un critico cinematografico, ma un riferimento culturale autentico.

Livorno perde Federico Frusciante: addio al critico che aveva fatto di Videodrome una casa del cinema – nazionieregioni.it

Chi ha frequentato Videodrome lo sa: non era un semplice negozio di noleggio film. Era un luogo. Uno di quei posti che non si limitano a vendere o affittare qualcosa, ma costruiscono relazioni, discussioni, identità. Per oltre vent’anni, prima della chiusura nel 2022, quel piccolo avamposto livornese ha resistito a tutto: alle multinazionali, allo streaming illegale, all’erosione lenta e costante della cultura del noleggio. E ha resistito perché dietro al bancone c’era Federico, con la sua competenza e la sua schiettezza, mai addomesticate.

Federico Frusciante ci lascia a 52 anni: una breve biografia

Nato a Pontedera nel 1973, a 25 anni aveva aperto il suo negozio in città, inizialmente in franchising, poi trasformato in Videodrome, omaggio dichiarato al film di David Cronenberg del 1983. Non una scelta casuale: quel titolo raccontava già una visione del cinema come materia viva, disturbante, capace di interrogare chi guarda. Ed era questo che Frusciante faceva ogni giorno, con chi entrava in negozio o con chi lo seguiva online.

Perché negli ultimi anni la sua voce aveva superato i confini di Livorno. Centinaia di migliaia di follower seguivano il suo canale YouTube e i suoi profili social. Recensioni quotidiane, spesso dedicate a film sconosciuti ai più, mai piegate al gusto dominante. Uno stile personale, diretto, a tratti ruvido, sempre riconoscibile. Non cercava consenso facile. Cercava dialogo, e lo faceva a modo suo.

Era stato invitato a tenere lezioni non convenzionali nelle università, aveva fatto parte di giurie in festival internazionali, e insieme a Davide Marra (Mr. Marra), Francesco Alò e Mattia Ferrari, noto come Victorlaszlo88, aveva dato vita al progetto I Criticoni, un sodalizio capace di trasformare il dibattito cinematografico in confronto vero, mai prevedibile.

C’era anche un sogno, dichiarato: una Casa del Cinema a Livorno. Un’idea condivisa da diversi artisti, tra cui Dario Ballantini, che però non aveva trovato seguito istituzionale. Federico ne parlava senza rancore, ma con la consapevolezza di chi conosce bene il valore degli spazi culturali e sa quanto siano fragili.

Le sue ultime recensioni pubblicate su YouTube – “Martyrs” di Pascal Laugier, “Il club degli imperatori” di Michael Hoffman, “I tre marmittoni” dei Fratelli Farrelly – restano lì, come sempre. E probabilmente continueranno a essere cercate, condivise, discusse. Perché il suo archivio non è solo un elenco di video: è un percorso, una mappa personale dentro il cinema.

La sensazione, oggi, è che Livorno abbia perso una voce fuori dal coro. Non allineata, non accomodante. Una voce che sapeva essere dura quando serviva e appassionata sempre. E che aveva trasformato un negozio di noleggio in un presidio culturale, prima ancora che commerciale.

La perdita è grande per la città, ma anche per una comunità più ampia di cinefili e curiosi che in Frusciante avevano trovato un punto fermo. Non un guru. Non un influencer. Qualcuno che parlava di cinema come si parla di qualcosa che ti riguarda davvero.

Suggerimento immagine per il post: una fotografia esterna dello storico negozio Videodrome a Livorno, con la serranda abbassata e una luce calda all’interno, per evocare il senso di luogo e memoria.

R.D.V.

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