Prendersi cura della casa è un dovere o può essere anche un piacere? Dipende dalla generazione: mettiamo a confronto boomer e millennial.
Tutti devono prendersi cura della propria casa, ma molti di noi lo fanno più per dovere che per passione. O forse non è più così? Se per anni fare le pulizie domestiche e mettere a posto le stanze in disordine è stato considerato un obbligo, da qualche tempo a questa parte le cose sembrano essere cambiate.
A confermarlo è anche l’enorme successo che molti profili social dedicati alle pulizie stanno avendo. I cosiddetti cleaning influencer sono diventati delle vere e proprie star, che intrattengono i propri fan con video dedicati alla pulizia profonda degli ambienti e forniscono suggerimenti su come prendersi cura della propria casa al meglio.
Eppure la diffusione di questi contenuti non riguarda tutte le fasce della popolazione. A fruirne con gioia sono principalmente i millennial, definiti come gli individui nati tra l’inizio degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta. A fargli da contraltare troviamo invece i cosiddetti boomer, nati tra il 1946 e il 1964, cioè negli anni del boom economico da cui prendono il nome.
Questi ultimi dichiarano di prendersi cura della casa per dovere e di far volentieri ricorso alla mano esperta di qualche professionista del settore. In altre parole i boomer preferiscono pagare un collaboratore domestico che stia dietro alla pulizia, piuttosto che dedicarvisi in prima persona. Al contrario molti millennial hanno cominciato a considerarle come un modo per prendersi cura della propria salute mentale. C’è chi addirittura la definisce una pratica rilassante, al pari di una sessione di yoga o di meditazione.
Ma come mai ci sono queste differenze così nette tra genitori e figli (se parliamo di boomer-millennial la dicotomia è un po’ questa)? Innanzitutto bisogna considerare un fattore determinante: il tempo.
Mentre un boomer ha dovuto fare le pulizie in casa ormai per decenni, i millennial si sono approcciati alla questione da relativamente poco tempo. In altre parole potremmo dire che i boomer ormai sono stufi di pulire casa, mentre i millennial sono contenti di prendersi cura dei propri spazi domestici per la prima volta.
Poi bisogna considerare la questione tecnologia: oggi esistono elettrodomestici e assistenti virtuali che ci aiutano enormemente a gestire la casa. Strumenti a cui i millennial sono abituati e con cui hanno familiarità. Per i boomer, invece, non è così: per molti di loro l’idea di dover imparare a “usare il computer” per pulire la casa è spaventosa e per questo preferiscono evitarlo.
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