Panel SISSCO 2017

Nell’ambito dei lavori dei Cantieri di Storia IX della SISSCO (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) ”La storia contemporanea in Italia oggi: ricerche e tendenze”, Presso l’Università di Padova (13-15 settembre 2017) si organizza il Panel ”Nazionalismi, regionalismi e processi di democratizzazione in Europa.  Un approccio comparativo tra Italia, Spagna e Gran Bretagna“.

Con origini e storie molto diverse movimenti e partiti politici autonomisti o nazionalisti hanno avuto un ruolo decisivo nei processi di costruzione e di consolidamento delle democrazie, legittimando nuove classi politiche regionali, raccogliendo, canalizzando e amplificando le istanze provenienti da società locali conflittuali rispetto ad un “centro” rappresentato come ostile per questioni etno-culturali o per ragioni economiche. In particolare, in momenti decisivi come il secondo dopoguerra in Italia, gli anni Trenta o la Transizione alla democrazia (1975-1982) in Spagna o la Scozia di inizio millennio, partiti nazionalisti o autonomisti (incluse  quelle forze politiche di ambito statale con una propria identità regionalista) hanno avuto un ruolo determinante nell’incarnare in maniera efficace le svolte politiche in atto, nell’identificare gli ideali democratici con le  richieste di autogoverno e con la difesa delle identità regionali. Un’identificazione che è stata la base per la costruzione e la legittimazione di istituzioni autonomistiche e per la definizione di sistema partitici condizionati da una dialettica centro-periferia sulla gestione delle risorse o sulla difesa di identità culturali e linguistiche peculiari (o anche per entrambe). In un caso emblematico come quello siciliano questi processi si sono esauriti col tempo, le istituzioni regionali hanno perso ogni relazione con le rivendicazioni e con gli obiettivi che erano stati la base dei processi democratici che avevano portato alla loro creazione. Smarrito il legame con questi, anche le identità politiche regionali, legate comunque a partiti di ambito statale (DC e PCI su tutti), hanno perso ogni significato e sono gradualmente entrate in una crisi oggi più che mai evidente. All’altro estremo vi sono i casi catalano e basco. Qui le identità locali e le istanze di autogoverno hanno assunto un peso decisivo e indiscutibile nei processi di democratizzazione (falliti) degli anni trenta o del dopo Franchismo e i partiti che le hanno interpretate più efficacemente (i partiti nazionalisti) hanno conquistato un crescente consenso, divenendo protagonisti delle scene politiche locali. In quelle realtà il rapporto tra democrazia e identità locali è stato continuamente vivificato da una costante dialettica centro-periferia e da un processo di nazionalizzazione di quelle comunità ancora in atto. Un regionalismo come il valdostano si colloca tra questi estremi mantenendo nel tempo, seppur in forme e con intensità sicuramente diverse rispetto ai casi iberici, una presenza significativa nello scenario politico locale. Un caso a parte è certamente quello scozzese. Un’identità politica relativamente recente che ha assunto in questi ultimi decenni un peso straordinario mettendo in secondo piano il laburismo, che in Scozia ha sempre avuto un tradizionale serbatoio di consensi. Anche in questo caso, però, l’emersione di un nuovo soggetto politico nazionalista può essere ricollegata alla formulazione di una nuova agenda democratica maggiormente sensibile alle istanze di auto-governo nel contesto della crisi globale e delle tensioni legate al processo di integrazione (o disintegrazione) europea. Il panel metterà a confronto questi diversi casi, accomunati da una riflessione sulla costruzione delle democrazie, sul loro funzionamento e sugli esiti di questi processi.

Coordinatore:

Andrea Miccichè, Università “Kore” di Enna, andrea.micciche@unikore.it; andreamicciche@gmail.com

Partecipanti:

Marco Perez, (UNED Madrid), marco.pereztonella@gmail.comAlessandro Celi, (Università della Valle d’Aosta), a.celi@univda.itPaolo Perri  (Università della Calabria), pa.perri@hotmail.itAndrea Geniola (CEFID – Universitat Autònoma de Barcelona), genioland@yahoo.it;

Il Working Paper del Panel è disponibile qui: https://drive.google.com/file/d/0B6AEKhUJCwcdZ2trU1BKZFdMR2M/view

Qui il programma definitivo dei lavori: http://www.sissco.it/articoli/cantieri-di-storia-ix-programma-definitivo/

Abstract:

 

Euskadi: tra autonomismo, diritti forali e autodeterminazione.

La forza del discorso nazionalista in Euskadi e la capacità delle istituzioni basche di rappresentare le istanze identitarie del territorio vanno probabilmente ascritte sia a un quadro partitico sensibilmente diverso da quello spagnolo, sia all’esistenza di una peculiare transizione basca verso la democrazia; non determinata dal consenso costituzionale, ma piuttosto dallo Statuto “autonómico” del 1979. In questo senso si tratterà di percorrere la difficile negoziazione tra Vitoria e Madrid, spiegandone i riflessi internazionali e interni allo Stato spagnolo.

Marco Perez, (UNED Madrid), marco.pereztonella@gmail.com

 

Il regionalismo valdostano dal popolarismo all’impasse

L’intervento verte sulla storia dell’autonomismo valdostano, dal contrasto risorgimentale tra Stato e Chiesa al popolarismo tra le due guerre mondiali, la simpatia per le ideologie di sinistra nel dopoguerra e il contributo alla nascita dei movimenti etno-nazionalisti e separatisti dopo il Sessantotto. Le conclusioni trattano dell’attuale situazione, in cui un’autonomia formale estesa è resa vana dalla legislazione ordinaria dello Stato, e delle conseguenti (mancate) reazioni politiche.

Alessandro Celi, (Università della Valle d’Aosta), a.celi@univda.it

 

Tra indipendenza e social-democrazia: la formula vincente del nazionalismo scozzese

Il nazionalismo scozzese, negli ultimi trent’anni, ha incrementato i consensi elettorali riuscendo a coniugare la richiesta d’indipendenza con un progetto politico autenticamente socialdemocratico. Un modello che ha permesso allo Scottish National Party di erodere il bacino elettorale laburista, e di rilanciare un progetto di una Scozia indipendente e solidale all’interno dell’Unione Europea. Il paper si propone di indagare le ragioni del successo di un nazionalismo inclusivo e progressista ormai in costante crescita.

Paolo Perri  (Università della Calabria), pa.perri@hotmail.it

 

La Sicilia al tempo dell’autonomia (1950-1959)

L’autonomia siciliana è stata l’esito di un processo politico che ha avuto per protagonisti partiti nazionali (DC, PCI, PSI) ed è stato finalizzato ad appianare il divario esistente con il resto del Paese in termini di modernizzazione. Per tutti gli anni cinquanta questa identificazione tra Regione e sviluppo ha attribuito legittimità alla classe politica locale e ha rappresentato una delle forme che ha assunto il nuovo corso democratico per i siciliani. Il paper analizzerà questa vicenda, l’auge dell’autonomismo, proponendo qualche ipotesi sulle ragioni del suo declino.

Andrea Miccichè, Università “Kore” di Enna, andrea.micciche@unikore.it

 

Alcune questioni della nazionalizzazione spagnola di fine Novecento. Il caso catalano tra partecipazione, evoluzione e conflitto

Il paper propone un’interpretazione circa origini e ragioni di fondo che hanno portato di recente il catalanismo dalla partecipazione al conflitto e dall’autonomismo all’indipendentismo, individuandola in una divergente interpretazione della soluzione “autonomica” e degli esiti del suo peculiare processo nazionalizzatore. Per alcune delle forze in campo l’autonomia doveva essere la soluzione definitiva a un problema storico, per altre invece la base di uno scenario evolutivo verso la plurinazionalità e la co/sovranità.

Andrea Geniola (CEFID – Universitat Autònoma de Barcelona), genioland@yahoo.it

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