Manuale d’indipendenza in chiave sarda

LibroSedda2015

 

S’intitola “Manuale d’indipendenza nazionale. Dall’identificazione all’autodeterminazione”, Edizioni Della Torre, il nuovo libro di Franciscu Sedda, docente di Semiotica all’Università di Roma Tor Vergata e segretario nazionale del Partito dei Sardi. La tesi del libro è che per riscoprire il valore dell’indipendenza sia necessario recuperare quello della bontà, da intendersi come approccio dialogante e disteso, il quale si pone come aspirazione per processi trasformativi democratici e pacifici. Con la contrapposizione frontale, dice Sedda, difficilmente si potrà far vedere la prospettiva dell’indipendenza a chi oggi è scettico o diffidente verso questa strada. Un approccio più laico e aperto potrà essere invece la via per raggiungere quell’unità propria di altre esperienze europee come la scozzese e la catalana. L’unità di spirito e di proposte dei sardi nei confronti del governo nazionale deve vedersi innanzitutto nelle rivendicazioni di autonomia e di concreto cambiamento. Per farlo, secondo Sedda, bisogna misurarsi con il problema del governo anche in coabitazione con le forze politiche nazionali, in modo da farsi trovare pronti nel momento della responsabilità diretta. Un approccio all’indipendentismo che si potrebbe definire riformista, credibile e responsabile, in vista dell’inclusione in un progetto più vasto che non sia quello dell’Unione Europea della burocrazia e del rigorismo, ma un continente senza Stato o Nazioni dove non esistano barriere e ci siano solo i popoli autodeterminati.

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